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Hedda Cacchioni studio e.c. online

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Malattia cercata malattia esasperata. Scegliere uno stile di vita noi siamo G. I. A. personalizzato alla nostra individualità!!!!

17 Ottobre 2017 , Scritto da Con tag #Articoli attinenti Percorso Catasterizzazione atavica, #Articolo attinente al Percorso Digiuno Terapeutico

 

 

Hedda Cacchioni Counselor Case Manager  studio E.C. online www.eddacacchioni.it camminando per le vie di Roma in una magnifica giornata ottobrina
Hedda Cacchioni Counselor Case Manager studio E.C. online www.eddacacchioni.it camminando per le vie di Roma in una magnifica giornata ottobrina

 

 

 

 

Malattia cercata malattia esasperata
Opportuno scegliere uno stile di vita
Noi siamo G. I. A.
personalizzato alla nostra individualità

a cura studio E.C. online

http://www.eddacacchioni.it

 

 

Talvolta occupandomi di persone mi chiedo il perchè di alcune patalogie alchè nonostante ne conosca la risposta la signora o il signore che si è rivolto inizialmente al mio studio e.c. online verrà seguita da personale qualificato per le malattie spicofisiche patologiche.
Non di rado le stesse persone una volta guarite mi telefonano per salutarmi, sciegliendo uno dei miei corsi.

Non occupandomi di patologie chiedo ad alcuni clienti che si rivolgono allo studio e.c. online  di eseguire un test in modo da capire entrambi le vere necessità. Sulla base dei miei interventi c'è sempre un barcollamento interiore, una valigia mai disfatta, un allontanamento, una separazione, un lutto e gioie semplici di grandezza incontrollabile.

Talvolta invece le persone che si rivolgono allo studio e.c. online sono coloro che vogliono scrivere una lettera, redigere un testo, mandare saluti così pure scrivere un libro. Fare un regalo alla persona amata, ad un conoscente con la quale si dovrà intraprendere una relazione lavorativa. E' capitato anche di avere tra i miei clienti, tra le persone di cui io mi occupo, delle mamme che hanno scelto il Corso di Economia Domestica ma che una volta inserite nel mondo studio E.C. online hanno continuato con il Percorso Maieutica, portando con se altre donne e uomini la quale hanno preso seriamente l'idea della Prevenzione al Concepimento alla gravidanza che ne segue.

Potrei elencare molte situazioni in cui ho visto e ho sentito il dovere di esserci. Situazioni, esperienze che fanno sentire lo schianto paradisiaco nel petto quella sensazione dalla quale, cliente e supporto ne escono sempre vittoriosi.

Tra le varie vittorie si annovera uno stile di vita proposto dallo studio e.c. online  il G I A.

Lo stile di vita è fattore individuale,  Prevenzione ad ampio spettro. Per questo è importante conoscere da vicino certe parole molto usate in Medicina.

 

 

 

 

Conosciamo le parole
Prevenzione: tale concetto racchiude tutti quegli accorgimenti per evitare danni, rischi, a cose, persone, animali.

Prevenire s. f. dal lat. tardo praeventio -onis

Pre-venire cioè prima e venire, si può intendere come quegli atti da fare prima che succeda una determinata 'situazione'.

Quindi evitare il problema prima che si verifichi. Esempio se ho male all'alluce cambierò le scarpe, prevenendo cure e malattia.

In ambito medico esiste la gerarchia della prevenzione:
. prevenzione primaria in cui si opera a livello ambientale psicosociale attraverso comportamenti mirati. Eliminando le cattive abitudini come potrebbe essere quella del fumo, incentivando le persone a farlo.
. prevenzione secondaria è quella di fare delle visite tipo la mammografia per vedere il male sul nascere. Quindi prevenzione in questo caso è che si cerca di bloccare se non eliminare la malattia al suo esordio.
. la prevenzione terziaria sussiste di tenere sotto controllo la malattia curata per evitare le recidive e la morte.
. prevenzione quaternaria evita la iper-medicalizzazione del paziente

 

Fin qui possiamo notare che la migliore prevenzione è lo stile di vita ergo siate G I A !!!

 

Screening: vuol dire cercare e arriva dall'inglese. In questo caso il concetto racchiude tutte quelle fasi di accertamenti per cercare in situ la malattia che può essere individuale e sociale.



Diagnosi: dal greco diagnosis cioè capire. La parola è formata da dia che vuol dire attraverso e gnosi che significa conoscere.  In questo termine rientrano tutti quegli esami in cui si cerca il problema; la causa. Ovvero si richiede la diagnosi in presenza di sintomatologie



 

 

Medicine e attrezzature
Dietro tutte queste parole si nasconde l'insidia del mercato farmacologico e tecnologico.
Secondo Marcello Pamio insegnante nutrizionista, scrittore di diversi libri tra cui La fabbrica dei malati esiste  una vera creazione di malati attraverso una manipolazione dell'informazione.
In primis si ha un abbassamento dei Valori di Normalità (numeri di parametri che affiancano i risultati medici sui fogli)

Come si diventa malati secondo Marcello Pamio
. manipolazione informazioni
. abbassamento valori di normalità
. anticipazione di diagnosi
. sovradiagnosi

In questo articolo farò solo un esempio citato nel libro La fabbrica dei malati.
I parametri di glicemia sono stati 140mg fino al 2000 dopo questa data improvvisamente hanno abbassato i valori portandoli a 126mg cosicchè in America sono stati creati 366 milioni di malati, solamente diminuendo i parametri.
Ciò comporta vendita di medicine e tutti i prodotti relativi alla malattia.

Altri esami da lui studiati indicano presenza di manipolazione in ogni campo tant'è che seppur la diagnosi lo screening la prevenzione secondaria i morti non sono dimunuiti o meglio sono sullo stesso livello di chi non sapeva.



Ergo uno stile di vita il G IA  dello studio e.c. online 

 

 

Aneddoto
Vorrei citare un aneddoto raccontato dalla Psichiatra Francesca Poli in una delle sue conferenze in cui parla di due persone una malata e l'altra in buono stato di salute alla quale sono state scambiate le cartelle mediche con i risultati delle analisi. Dopo pochi anni si è saputo che la persona malata a cui avevano dato la cartella con attestazione di buona salute era guarito ma l'altro a cui era andata la cartella con i parametri del tumore era morto.

 

 

A fondamenta di quanto  sostengono medici psichiatri e tutti quelli che lavorano nel settore lo stato energetico può avere la meglio ergo crediamoci:

 

 

uno stile di vita
G. I. A.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: La Fabbrica dei Malati di Marcello Pamio

sostenere, correggere seguendo i valori che non abbrutiscono la forza vitale piuttosco l' arricchiscono, la migliorano per essere armoniosamente energeticamente equilibrati nell'Universo

Hedda Cacchioni

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Stress e memoria

17 Ottobre 2017 , Scritto da Pasquale Saviano Con tag #Psicologia

 

Stress e memoria
Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta
 
 
La vita oggi viene vissuta sempre più su alti livelli di attivazione. Siamo iperattivi,
attaccati agli smartphone, abbiamo il motore sempre al massimo.
Un atteggiamento che ci caratterizza tutti, soprattutto i giovani che così facendo non
si rendono conto di perdere lo 0,5% annuo delle capacità di elaborare gli stimoli, ossia la
capacità di fare sintesi rapide degli eventi, di trarne le conseguenze e di programmare
l’immediato futuro. A ciò vanno aggiunti anche i “colpi” inferti dallo stress psicosociale che
ci porta ad accelerare l’impegno peggiorando, in un circolo vizioso, la situazione stressante.
L’azione dello stress si manifesta a livello fisico con un aumento dei livelli di
cortisolo e dei radicali liberi che agendo costantemente sulle cellule portano ad un rapido
invecchiamento dell’individuo.
La prima a subire le conseguenze di tutto ciò è la memoria. Infatti “l’anomia” cioè la
tendenza dimenticare nomi e date (in persone di mezza età) laddove non siano presenti
problematiche neurologiche o “l’amnesia della fonte” che si potrebbe esplicare tra l’altro
con la ripetizione inconsapevole di un qualcosa già detto. Infine “il deficit della memoria
incidentale” che potremmo dire rappresenta la dimenticanza dei luoghi dove sono stati
riposti gli oggetti, sono tutte problematiche a cui può andare incontro chi è soggetto a forte
stress.
Tutte queste situazioni possono entrare a far parte della vita di soggetti
particolarmente stressati che non riescono a gestire più queste “dimenticanze” manifestando
ansia ed altri comportamenti patologici. Aumentando, di fatto, i livelli di attivazione e
quindi lo stress.
In realtà basterebbe tenere sotto controllo i livelli di stress per limitare i danni. Ad
esempio staccare la spina e rilassarsi è un buon inizio. Non sempre è facile o possibile
allontanarsi dagli eventi o dalle situazioni stressanti (lavoro, famiglia, figli, partner, ecc.),
ma la consapevolezza di dover agire per crearsi degli spazi di “decompressione”, momenti
dedicati a se stessi, in cui ricaricare le batterie è importante.
Non è necessario pensare a grandi cose o darsi degli obiettivi enormi. A volte basta
dedicarsi qualche ora durante la settimana. Decidere di passare del tempo (anche poco) con
se stessi. Dedicarsi qualche minuto al giorno da spendere per se stessi è utile per rallentare e
guardarsi intorno.
Inoltre è importante porre se stessi al centro del proprio universo, ascoltando le
proprie emozioni e sensazioni; è importante perché ci insegna a fare affidamento sulle
nostre capacità, mettendoci in gioco e crescendo secondi i nostri ritmi e le nostre aspettative.
 
Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta
 
Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicoanalitica
Corso Europa 12
Frattamaggiore (NA)
Tel. 3204692910
savianopasquale@hotmail.com
www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore
 

Osa sempre

Pasquale Saviano

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Università e progetto di vita

10 Ottobre 2017 Con tag #Psicologia

 

 

Università e progetto di vita
 Dott. Pasquale Saviano 
Psicologo – Psicoterapeuta
 

La scelta della facoltà universitaria è una scelta che darà il via al progetto di vita di un giovane. Tuttavia non sempre le cose vanno come ci si aspetterebbe e può capitare che nonostante ci si impegni assiduamente non si riescano a raggiungere gli obiettIvi prefissati, tanto da chiedersi se non sia il caso di cambiare strada smettendo di studiare e dedicarsi ad altro. Quando un giovane comincia l’università, in genere, aumenta il tempo dedicato allo studio e ne dovrebbe migliorare anche la qualità. Si tende a personalizzare la metodologia di studio, magari affrontandolo in modo più approfondito, dovrebbe altresì diventare maggiore la motivazione perché si sta investendo sul proprio futuro, sulla propria autonomia e sulla propria crescita.
Infatti nel passaggio dalla scuola superiore ciò che si chiede al giovane universitario è
più autonomia e migliori capacità gestionali. Non esiste più l’incombenza dell’interrogazione o del compito in classe, ma si studia in vista di una singola prova che attesterà le conoscenze e le capacità dello studente.
Tuttavia non tutti sanno sviluppare queste capacità in tempi adeguati. Sono molti, i maschi soprattutto, che si trovano in difficoltà non riuscendo a tenere i ritmi ed andando incontro ad insuccessi. Molti studenti, quindi, se ne hanno la possibilità lasciano gli studi per dedicarsi al lavoro che se nell’immediato dà la sensazione di benessere grazie anche all’autonomia economica che si raggiunge, sul lungo termine potrebbe portare delusioni e frustrazione per la scelta fatta. Altri giovani, invece, continuano il percorso universitario purché gli insuccessi non siano troppo clamorosi. Per altri, ancora, il percorso universitario resta l’unico possibile a causa anche del possesso di un titolo di studio poco spendibile nel mondo lavorativo. A questo punto viene da chiedersi cosa possa fare un genitore quando nota dei blocchi in un figlio universitario. Innanzitutto alla base di tutto deve esserci comunicazione. Confrontarsi con lo studente in modo chiaro e costruttivo è il punto di partenza necessario. Un primo passaggio è quello di valutare se il corso di studi scelto è adeguato agli interessi, alle attitudini e soprattutto alle motivazioni e modalità di studio. Quindi il tutto va inserito in un progetto di vita personale. Spesso la scelta della facoltà universitaria viene fatta senza realmente scegliere, si tende a dirigersi verso qualcosa che si pensa interessante, verso qualcosa che in modo più o meno velato ci propone chi ci sta intorno (genitori, docenti, amici), si sceglie qualcosa che affascina per l’idea che si ha di quella materia, ma nella realtà dei fatti poca attenzione si pone al proprio progetto di vita. L’analisi delle proprie attitudini, delle proprie aspettative, un bilancio delle proprie competenze fatto attraverso figure professionali specifiche (spesso presenti tra i servizi universitari di orientamento allo studio) risultano assolutamente necessari per il superamento dei blocchi cui inevitabilmente si può andare incontr. In linea di massima bisogna considerare che come genitori non si può intervenire in modo troppo diretto sulle modalità di studio e sulle scelte (significherebbe sminuire il giovane e fargli vivere ancora di più un senso di frustrazione). Nasce quindi l’esigenza di rivolgersi ad uno specialista nell’ottica di capire se il blocco non sia legato all’incapacità dello studente di assumersi il ruolo di giovane adulto. Il compito del genitore deve essere quello di motivare lo studente con sostegno, di vigilare discretamente sul numero gli esami effettuati, di mettere dei confini di spesa e di tempo agli studi ed ai momenti di svago. Da parte di entrambi i genitori ci deve essere quella ricerca di alleanza con i figli in un’ottica di ascolto delle loro esigenze. Da parte dei padri, con i figli maschi è necessario dare dei limiti organizzativi e delle direttive ben chiare come quelle sopra riportate. Allo stesso modo al padre spetta favorire (qualora i risultati non vengano raggiunti) un’esperienza alternativa al percorso universitario, magari limitaa nel tempo affinché il giovane “stacchi” e si responsabilizzi attraverso altri canali e viva anche l’esperienza lavorativa potendo fare la differenza tra le diverse modalità di crescita e maturazione. Il lavoro, a tempo, può essere un’occasione per sperimentarsi in contesti meno protetti e più autonomizzanti.


Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Psicoterapeuta
Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
Corso Europa, 12
Frattamaggiore (NA)
Tel. 3204692910
savianopasquale@hotmail.com
www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore

 

Osa sempre oltre il tuo limite

Pasquale Saviano

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7/8 ottobre 2017 sono in rete

7 Ottobre 2017 , Scritto da Con tag #Novità?

 

 

cliccando sulla foto verrete catapultati nella pagina  facebook
cliccando sulla foto verrete catapultati nella pagina facebook

 

 

 

Buongiorno a tutti oggi e domani 7/8 ottobre 2017 mi troverete in studio E.C. online dalle 14,30 alle 18,00 per informazioni sono presente al numero di cellulare 3475880720


Tuttavia potete contattarmi tramite chat facebook, skype,   whatsapp
  lasciandomi un messaggio al quale risponderò con immediatezza.


 

 

 

 

clicca sulla foto e sei in twitter
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Progetti
I progetti dello studio E.C. online sono presentati nel sito www.eddacacchioni.it
per delucidazioni sono disponibile nel luogo e nelle ore sopra indicate.



Gioiosa Serenità splendidi studioeccini Buon pomeriggio in mia compagnia Siamo G I A in armonia con l'Universo

 

 

  Hedda Cacchioni
Counselor-Case Manager

 

per operare nel mondo dei pensieri delle parole tra arte e cultura

Hedda Cacchioni

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Kuafu il primo runner della storia

5 Ottobre 2017 Con tag #Percorso discipline sport: running - nordic walking - bicicletta

 

 

 

 

 

 

 

 

Kuafu il primo runner della storia
a cura studio E. C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Molti anni addietro circa 5.000 a.C. la Cina accusava una potente siccità tant'è che il popolo allo stremo delle forze viveva con esagerata difficoltà. Molte le persone che morivano di caldo e di carestia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nello scenario  orribile di morte, una figura, una persona, maschio giovane, si fa largo tra i pochi rimasti. Egli voleva assolutamente difendere la sua Terra e la gente che la abitava.
Come ogni storia in cui le cose vanno male, si ha un colpevole, in questo caso per i cinesi era il Sole.
Un sole che tutto aveva bruciato, un sole divenuto fuoco.
Cosicchè il ragazzo dal nome Kuafu decise di sottomettere il sole. Una mattina molto presto nonostante i consigli delle persone che lo amavano e di altri che ne sapevano più di lui organizzò la sua corsa verso il sole per vincerlo.
Era l'alba e si mise a correre in direzione del sole, si racconta che ad ogni suo passo la terra tremava e che raggiunse il sole al tramonto della stessa giornata in cui partì.


Lo guardò, volle abbracciarlo e nello stesso istante in cui le braccia si aprivano al sole egli ebbe sete e bevve dal fiume Giallo dopodichè dal fiume Wei.
Quando si sentì sfinire lanciò il suo bastone in alto nel cielo con tutta la forza che aveva, cercò di scagliarlo contro il sole.  Il bastone una volta in cielo ricaduto in suolo trasformò il deserto in uno splendido pescheto .
I suoi capelli divennero erba.
Il suo sangue un lungo e sereno fiume.


Fu così che con estrema ingenuità con la purezza dell'animo il ragazzo salvò la terra e il suo popolo.


 

Kuafu era un corridore

 

 

 

 

 

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Quando le parole non bastano

3 Ottobre 2017 , Scritto da Con tag #Psicologia

 

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    Quando le parole non bastano
    Dott. Pasquale Saviano
    Psicologo – Psicoterapeuta
     
     
     
    In un momento di forte sofferenza, le parole di una persona cara possono sicuramente essere
    d’aiuto, ma non sempre riescono a raggiungerci. A volte quindi le parole non bastano e vanno
    integrate col contatto fisico.
    Molti sono i vantaggi di un recupero del linguaggio corporeo: come in amore, anche nel dolore il
    contatto con l’altro fa sì che si riconosca la propria esistenza, favorendo la volontà di andare avanti,
    di aprirsi al mondo.
    Nella società occidentale molti sono i momenti legati a separazioni e contrapposizioni: la mente o il
    corpo, la materia o lo spirito, la natura o la cultura.
    Verrebbe da porsi una domanda: se la fisicità rende la comunicazione più fluida ed immediata,
    perché non viene usata in modo naturale? Ma soprattutto perché siamo così restii a manifestare le
    emozioni con i gesti?
    Col passare dei secoli, una sempre maggiore razionalizzazione delle emozioni, un’elaborazione
    sempre più analitica hanno portato ad una vera e propria svalutazione estrema della sensorialità. Si è
    persa quella visione di se stessi come un’unità di fondo che ha bisogno di parole e gesti.
    Se riflettiamo attentamente, oggi, nella nostra società una carezza è accettata e riconosciuta spesso
    solo come manifestazione privata. Raramente viene preferita come manifestazione pubblica e anzi
    viene vista con una certa diffidenza. Chiaramente ci sono casi e casi, non si vuole assolutamente
    generalizzare, né banalizzare, ma stimolare una riflessione in merito.
    Così la parola viene ad essere il sostituto di ogni slancio verso l’altro, per qualunque tipologia di
    espressività perdendo (perché svuotata del significato che la caratterizza) il suo valore. E purtroppo
    risultando estremamente fredda.
    È necessario quindi affidarsi ad una comunicazione più articolata che si avvalga sia della
    verbalizzazione che del linguaggio del corpo.
    Il controllo delle emozioni purtroppo nei secoli è sempre stato considerato un indice di maturità e
    razionalità assumendo quindi una connotazione positiva. Ciò ha portato a quella modalità
    comunicativa spesso non autentica e povera di cui si è parlato prima.
    L’altra faccia della medaglia è la visione di quella corporeità estremizzata che caratterizza i nostri
    tempi. Si corre il rischio di svalutare la mente per un’ostentazione dell’immagine.
    Solo lentamente e da qualche anno a questa parte si sta intraprendendo la strada per raggiungere un
    sano equilibrio, grazie soprattutto alla volontà di capire il corpo nelle sue relazioni profonde con i
    sentimenti e nella sua inscindibilità dalla mente.
    Siamo in un momento di passaggio: è necessario cercare una nuova consapevolezza che permetta di
    vivere il proprio corpo e con la propria parola.
     
    © Dott. Pasquale Saviano
    Psicologo – Psicoterapeuta
    Dott. Pasquale Saviano
    Psicologo - Psicoterapeuta
    Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
    Corso Europa, 12
    Frattamaggiore (NA)
    Tel. 3204692910
    savianopasquale@hotmail.com
    www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     

     
     

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Pasquale Saviano

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DNA

1 Ottobre 2017 Con tag #Dualità del vivere. La vita secondo i ''quanti'', #Articoli attinenti Percorso Catasterizzazione atavica

 

 

 

Percorso Catasterizzazione Atavica
da Percorso Catasterizzazione Atavica

 

 

 

DNA
a cura studio E.C. online

http://www.eddacacchioni.it

 

Il DNA è il detentore delle informazoni genetiche necessarie alla biosintesi del RNA e delle proteine.



Esso è un acido desossiribonucleico e forma una struttura a doppia elica ed è collocato nel nucleo cellulare.

I nucleotidi, unità ripetitive degli acidi nucleici che compongono il DNA sono:
. zucchero desossiribosio
. gruppo fosfato
. base azotata formata da 4 molecole
......... adenina
......... guanina
......... citosina
......... timina


 

 

L'acido ribonucleico RNA si distingue per l'assenza di timina sostituita dall'urecicle
Se disegniamo una scala potremmo pensare ai pioli come la base azotata mentre i montanti sono le molecole di zucchero e i fosfati.

Le basi azotate formano sempre le stesse coppie cioè l'adenina con la timina e viceversa, guanina con la citosina e viceversa. Quest'ordine sequenziale è l'informazione genetica, da questa formazione nascono gli amminoacidi corrispondenti e la loro sequenza forma le proteine.

Scoperta la doppia elica nel 1953 da J. Watson e Francis Crick ne hanno ricevuto il premio Nobel.

 

[da conferenza, in seguito i collegamenti interni]    [grazie per la comprensione]

 

 

 

 

 



 Il DNA può essere cambiato da uno stile di vita, quando occorre è doveroso verso noi stessi, proviamoci!

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Essere Umano

30 Settembre 2017 Con tag #Articoli attinenti Percorso Catasterizzazione atavica, #Dualità del vivere. La vita secondo i ''quanti''

 

 

 iscrivetevi numerosi alla new letter e chiedetemi l'amicizia in facebook Hedda Edda Cacchioni ^_^
iscrivetevi numerosi alla new letter e chiedetemi l'amicizia in facebook Hedda Edda Cacchioni ^_^

 

 

 

L' Essere Umano
a cura studio E. C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 


Ogni persona uomo donna bambino ha una storia da racconare, situazioni complesse che s'intrecciano tra legami parentali, amicali, lavorativi, amorosi e atavici.

In ogni relazione l'essere umano dona e toglie con tutto se stesso stando immerso nella sua dualità di 99,9999% di energia e 00,0001 di materia.  Tuttavia seppur verificato scientificamente, l'essere umano ancora oggigiorno è tenuto in considerazione per ciò che è visibile, cioè il corpo.
Seppur in alcuni ambienti new age e religiosi hanno in considerazione l'anima,  offrendo una trinità all'essere umano per l'appunto psiche, anima, corpo.

Con l'affermazione della Meccanica quantistica e la Psicologia Quantistica  gli studiosi oggigiorno riconoscono la ''coscienza'' intesa come 'energia'.
A occhio nudo noi vediamo  la materia questo strambo eppur affascinante aggregato di cellule qual'è l'essere umano.


[da conferenza, in seguito i collegamenti interni]       [grazie per la comprensione]

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Digiuno Terapeutico e il G I A connubio filosofico come stile di vita

28 Settembre 2017 Con tag #Filosofia, #Dualità del vivere. La vita secondo i ''quanti'', #Articolo attinente al Percorso Digiuno Terapeutico, #Articoli attinenti al Percorso Maieutica

 

 

 

digiuno terapeutico e il G I A

 

 

 

 

 

Digiuno Terapeutico e il G I A 
connubio  filosofico come stile di vita

a cura studio E.C. online

http://www.eddacacchioni.it

 

Lo stress causato da uno stile di vita non adeguato alla propria personalità può portare conseguenti sgradevoli alla salute psicofisica, cosicchè talvolta è doveroso guardare dentro di Sè.
Una valutazione attenta  di ginnastica, igiene, alimentazione accettata come un filosofico stile di vita è da tenere in considerazione per non cadere nella depressione ne altre malattie psicosomatiche scientificamente accertate come tali.


I cambiamenti delle abitudini sovente sono la causa numero uno ad uno squilibrio interiore insieme all'alimentazione esageratamente proteica o il suo contrario, l'assenza di esercizio fisico, una non  adeguata igiene e uno scompenso del ciclo circadiano   portano un rallentamento all'adeguarsi della nuova esperienza di vita.
Orari diversi sul lavoro, la nascita di un figlio, la convivenza sotto lo stesso tetto di nuove relazioni che siano amorose, amicali di convenienza. La scelta di un animale domestico, una piantina da far crescere, un oggetto caro da collocare nel prioprio ambiente.
Talvolta una strada interrotta sul percorso per arrivare a destinazione, ma anche il bar chiuso definitivamente e il centro commerciale dislocato.
Questi e tutti gli altri cambiamenti nella vita delle persone concausano relativi disagi interiori per alcuni per altri motivazioni di adattabilità territoriale.


Cosicchè è suggerito un filosofico stile di vita come il G I A semplice, consapevole, intuitivo in quanto conosciuto sulla base di situazioni ataviche cioè come da sempre un buon genitore alla nascita del figlio/a adatta se stesso al nuovo arrivato/a attraverso quegli accorgimenti essenziali di vita quali Ginnastica, Igiene, Alimentazione.


Il Digiuno Terapeutico è riconosciuto scientificamente essere un buon supporto per attivare quei meccanismi di difesa che gli antenati conoscevano molto bene.


La tensione genitoriale così come la maggior parte delle situazioni stressanti possono essere scaricate con lo sport una adeguata igiene e una appropriata alimentazione .
Il digiuno terapeutico settimanale può essere un momento di crescita per i genitori, per le amicizie, tra colleghi di lavoro e quanto altro. Questo filosofico stile di vita G I A e Digiuno Terapeutico ha come obiettivo il consolidamento di  un rapporto relazionale attraverso il senso comune di prendersi cura di sè in compagnia dell'altro per tendere ad  una vita in stato di benessere.


A tal proposito suggerisco di ascoltare e leggere gli articoli sottoproposti. Per maggiori informazioni contattate la Counselor studio E.C. online

 

 

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Film ed emozioni

26 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

Film ed emozioni
Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

 

Il potere evocativo di un film può favorire la guarigione da un disturbo emotivo. Film per ridere, piangere, sperare, ricordare, amare, per tornare bambini, per provare paura o scoprire il coraggio. Film per vivere di nuovo emozioni dimenticate o prigioniere del nostro inconscio.

Il cinema è una finestra sulle nostre emozioni, un mondo fatto di immagini, colori, musica e parole che ci penetrano rimettendo in moto parti di noi sopite. I film di qualità sono disponibili a chiunque voglia attingere sorpresa, curiosità, stupore, gioia e molto altro ancora. Questa loro caratteristica li rende adatti anche per tentare di smuovere situazioni di blocco emotivo che caratterizzano più o meno tutti noi. Ci permettono di avventurarci nel mondo delle emozioni e dei sentimenti favorendo il superamento di momenti di stallo in terapia.

 

Consigliare la visione di una pellicola scelta ad hoc può essere molto utile per sbloccare situazioni in cui è forte la cristallizzazione emotiva di un paziente che spesso egli non sa o non riesce a superare. Ovviamente non tutti i film sono utili allo scopo. Non si può improvvisare per una scelta così complessa quindi devono essere pellicole di qualità scelte anche con l’aiuto delle critiche e della letteratura competente. È necessario avere ben chiaro il film che si sta consigliando e tenere in considerazione quali “corde” ed emozioni esso andrà a smuovere e suscitare in un determinato paziente.
Ad esempio: la rabbia del padre, la voglia di riscatto del protagonista, il perseguimento dell’obiettivo nonostante limiti soggettivi e oggettivi, la voglia di tenerezza e di amore del figlio. La persona dovrà essere istruita al riconoscimento di queste parti affinché facciano breccia in lei e possa sviluppare un’analogia tra ciò che è descritto nel film e la propria situazione di vita. In terapia si discuterà delle emozioni suscitate dal film, dalla sua storia narrativa, dalla sua evoluzione, ecc. Le persone si lasciano andare a commenti personali, determinati dal proprio punto di vista che sollecitano per analogia.

 

Ogni film ha il suo tema emotivo vitale che scatena nello spettatore le sue emozioni più intime permettendogli di entrare in contatto con esse. Ad esempio il tema del dolore in “Viaggio in Inghilterra”, il coraggio ed il desiderio di amore e di tenerezza in “L’ottavo giorno” e “Forrest Gump”, sentimenti che possono svilupparsi in una famiglia quali l’invidia, la gelosia, il risentimento che possono essere superati grazie ad un attaccamento pratico e semplice alla vita come in “Storie di ragazzi e ragazze” o “La famiglia”; la menzogna come artificio per essere come tu mi vuoi nel film “Marnie”; l’erotismo e l’attaccamento alla patria rappresentati ne “Il giorno più lungo”; la giustizia nei film sulla lotta dei neri d’America; il conflitto tra madre e figlia in “Mammina cara”.
 

Il cinema è un territorio inevitabilmente relazionale. I film aiutano chi non ha il coraggio di portar fuori le proprie emozioni attraverso la trasposizione dei propri vissuti nei vari personaggi cinematografici. I film sono serviti e servono tutt’ora a rendere il mondo un po’ meno invivibile di quanto non fosse prima che il cinema venisse inventato.

 

 

 

Per approfondire
Ignazio Senatore, “Curare con il cinema”, Centro Scientifico Editore

Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Psicoterapeuta

Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
Corso Europa, 12
Frattamaggiore (NA)

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www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore

 

 

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Pasquale Saviano

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Family therapy for children - Laboratorio famigliare per bambini

20 Settembre 2017 , Scritto da traduzione Alice Caymani Con tag #Psicologia

 

 

 

 

Family therapy for children
traduzione Alice Caymani
Critico Culturale Linguistico

 

 

Children express themselves with words, body language and use their own body to express themselves by dying their hair in eccentric ways they use music and gestures.


When they can, they use drawings as a way to express their feelings, they sketch chaotic lines that with practice they will represent well detailed figures.
When the children will start to go to school they will bring with them the activities done outside the school, especially the expressive ones like drawing.

The differences in drawing and painting is the technique that establish a way for the child to communicate.
A good school system will encourage this ancient activity, especially in an era where with Tablets everything can be done with a finger.
Everything that a 6 years old child creates is tied to his emotions: he draws for images like a house, a flower, a person but not a person in particular, not a particular house or flower.
The child in a drawing express his preferences and conflicts.
Now we can imagine a parent that spends his time with his child, the parent can also take care of his child’s friends too.
The father or the mother of the child can be teachers in a drawing class inviting the child’s friends once a month.
First they must buy the right stationery: erasers, coloured pencils and a lot of paper but the parents will ask to the child’s friends to bring stationery anyway and if they don’t have the right tool, then they will use the purchased objects.
Then, the parent will teach the children how to hold a pencil correctly and how to sketch properly, they will teach that colouring the big objects first and the small object the drawing will be more neat.
They will teach how to combine colours and then they’ll let the children talk about their drawings.
This will help the children to understand small details that usually are hard for them to understand.
The parent-teacher won’t expect masterpieces, especially because only after the age of 9 the child can enter the phase of realism: they will be able to see the object and try to draw it realistically.

 

It is important that the parent knows how to be a good teacher and to be equal and open minded, also the parent will try to exhibit the most beautiful drawings and give back the others to the children.
At last, the parent will do a reunion with the other children parents for decide who will do this “Art Lab” next month.

This can also help in school/family relationship.

 

 

 

Laboratorio famigliare per bambini
a cura studio E.C. online
www.eddacacchioni.it

 

 

Il piccolo essere umano nel suo quotidiano comunica con il linguaggio, con la mimica, usa se stesso come mezzo di espressione tingendosi i capelli di un certo colore piuttosto che un altro, usa la musica, i gesti.

 

Quando può, per raccontarsi usa il disegno con grafismi, ghirigori in un apparentemente caotico insieme, con la pratica rappresenterà figure ben organizzate e ricche di particolari.
Quando poi il cucciolo d’uomo inizia ad andare a scuola porterà con sé le attività che svolgeva fuori soprattutto quelle espressive tra cui la più importante è il disegno.
Il disegno, la pittura si differenziano dalla tecnica costituendo entrambe un linguaggio, un modo di comunicare.
Una didattica scolastica che si rispetti incoraggerà sempre quest’attività dalle origini preistoriche, soprattutto nell’era dei Tablet in cui basta un indice per tutto creare.
Tutto ciò che disegna un bambino di 6 anni è legato alle proprie emozioni, egli dipinge per immagini eidetiche come le chiama Read; dipinge la casa, il fiore, l’uomo ma non un uomo in particolare, non una determinata casa.
Il cucciolo d’uomo nel quadro proietta i suoi gusti, le sue preferenze, i suoi conflitti.
Ora potremmo immaginare un genitore che dedica il suo tempo al proprio figlio ergo agli amici del bambino in questione.. Il papà o la mamma possono fungere da maestro/a di un laboratorio-casa per il proprio cucciolo d’uomo invitando una volta al mese i suoi compagni di scuola.
Si organizzerà acquistando matite, cancelline, colori a pastello, colori a cera, risme di fogli. Chiederà poi agli amici del figlio/a di portare con loro il proprio occorrente a chi dovesse mancare potrà usare quello messo a disposizione dal laboratorio-casa.
Il genitore si adopererà ad insegnare a tutti i bambini ad impugnare la matita, come si traccia un segno, come si tiene leggera la mano, insegnerà loro che il disegno risulterà più curato se si colorano prima le cose più grandi e passare in un secondo momento a colorare quelle più piccole.
Insegnerà loro come combinare i colori. Soprattutto farà parlare il bambino il quale si dilungherà in arricchimenti verbali della sua opera.
Aiuterà il bimbo a evidenziare quei particolari che non si capiscono molto.
Il maestro improvvisato non pretenderà molto dai piccoli allievi anche perché soltanto dopo i 9 anni il bimbo entra nella fase del realismo visivo, ergo coglie gli oggetti esterni in sé, li riproduce fotograficamente.

Importante che il genitore sappia gestire il ruolo in modo aperto ed equilibrato si adopererà per l’esposizione dei disegni più belli e restituirà gli altri ai piccoli artisti. Dopodichè farà una riunione con i genitori per fare scaletta di laboratorio-casa cioè passare la responsabilità ad un altro genitore che si occuperà della ciurma nella propria abitazione.
Tutto ciò può essere utile anche ai fini scolastici per la collaborazione scuola/famiglia.

 

Voce Narrante Book Writer Roberta Cacchione. Buon ascolto dallo studio E.C. online.

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Le graduatorie (dannose) degli adulti

19 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

Le graduatorie (dannose) degli adulti

Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

 

 

 

È tempo di rientri a scuola e tutti sono più o meno in fermento, chi per un motivo chi per un altro: genitori, alunni, docenti, Ma come si è chiuso l’anno scolastico? La tendenza di molte genitori alla fine dell’anno (per i risultati che portano a casa i figli) ma anche durante l’anno scolastico (per i risultati delle verifiche scritte o orali) è quella di chiedere: “Che cosa hanno preso gli altri?”. Spesso passano minuti interi a scrutare i tabelloni con i voti di fine anno, questo anche quando i figli dimostrano una buona diligenza scolastica.

Purtroppo l’utilità dei voti e delle pagelle è indiscutibile a scuola come nella vita, serve a crescere ed a “certificare” le proprie capacità ed il proprio impegno. Tuttavia il rovescio della medaglia è che essi si prestano a diventare un metodo per stilare classifiche; come su un podio definendo il primo e l’ultimo. È chiaro che se un genitore vuole il figlio davanti a tutti gli altri, quei numeretti diventeranno delle forti attrazioni che permetteranno di fare statistiche e graduatorie.

 

La domanda che dovrebbero porsi i genitori è rispetto alla valenza che hanno per loro i voti ma soprattutto chiedersi quale valore hanno per i figli. Se la visione non è comune si rischia di trasformarli in boomerang che andranno a colpire la relazione genitori/figli.

Non c’è nessun problema a voler eccellere e voler raggiungere sempre il miglior risultato possibile, ma dovrebbe essere il ragazzo o la ragazza a sviluppare questo sentimento sulla base delle proprie capacità e delle proprie aspettative. Un genitore che trasmette al figlio l’idea di dover raggiungere sempre i posti più alti genera in lui un’ansia da prestazione che si ripercuoterà a lungo termine sulla sua vita. Egli infatti potrebbe sviluppare l’idea che per non deludere mamma e papà dovrà sempre primeggiare e portare a casa il miglior voto possibile. Tanto più cercherà di ottenere il bene dei genitori attraverso il raggiungimento di ottimi risultati, maggiormente starà male nel tentativo di farlo e nella paura di non riuscirci.

 

La tendenza di alcuni genitori è quella di soffermarsi sull’unico limite riportato dal figlio (un solo 6 su tutti 7 e 8, un solo debito su tante materie) oppure lodare il figlio di questo o quell’altro amico che a scuola o nella vita hanno raggiunto posti e traguardi di tutto rispetto. Sì, perché alla base di tutto c’è il continuo confronto con l’altro che è sempre migliore del proprio figlio. Alcuni arrivano a lamentarsi della sfortuna di avere un figlio che non riesce a raggiungere quegli stessi risultati.

Anche leggere in modo ossessivo ed analitico i tabelloni dei voti fuori scuola è indice della chiara volontà di capire chi sia migliore o peggiore del proprio figlio.

Da ciò i figli imparano una sola cosa che per i genitori essi sono i voti che prendono. Il bisogno di alcuni genitori di avere figli semi-perfetti, sempre al top, all’apice di ogni classifica insegna ai figli che essi non dipendono dal loro valore ma dal voto che prendono. Tutto ciò non fa altro che creare un senso di frustrazione e molto molto spesso scarsa autostima che come detto si rifletterà sulle scelte di vita futura.

 

Spesso i genitori più accaniti in questo comportamento sono quelli che a scuola avevano problemi. È come se essi implicitamente volessero, attraverso i figli riscattarsi dalla loro non riuscita. Ovviamente questo comportamento non fa bene né ai genitori né ai figli/studenti. Un atteggiamento del genere non insegna altro che lo studio è fatto solo di voti, obbligandoli ad andare bene a scuola per fare felici i genitori, mentre essi non comprendono che la scuola dovrebbe far felici loro.

Un rapporto chiaro e costante con i propri figli, fatto di un confronto maturo, è auspicabile, facendo passare il messaggio che essi varranno sempre tanto per i genitori, a prescindere dai voti che porteranno a casa. L’importante è che essi si impegnino secondo le loro capacità.

Del resto un brutto voto non ha mai fatto male a nessuno.

 

 

Per approfondire

F. Dell’Oro, “La scuola di Lucignolo. Le ragioni del disagio scolastico e come aiutare i nostri ragazzi a superarlo”, La Feltrinelli.

Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Psicoterapeuta

Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
Corso Europa, 12
Frattamaggiore (NA)

Tel. 3204692910
savianopasquale@hotmail.com

www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore

Osa sempre oltre il tuo limite

Pasquale Saviano

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John Dewey

18 Settembre 2017 , Scritto da Con tag #Filosofia

 

 

 

 

 

John Dewey
a cura Hedda Cacchioni
Counselor Case Manager
Scrittrice.Relatrice.Editing

 

John Dewey è nato nel 1859, morto nel 1952 è stato un pedagogista statunitense e filosofo.
Seguace del pragmatismo americano e dell’evoluzionismo di Darwin.
Il pensiero di Dewey esalta l’esperienza dell’uomo e della sua integrazione con l’ambiente.
L’educazione dell’individuo inizia nel proprio ambiente con azioni del quotidiano , accettando le diversità di ognuno arricchendosi, sviluppando un sapere culturale superiore.
E’ molto importante l’ambiente sociale per la costruzione della propria vita in seno ad una società democratica.
I requisiti della persona che vive in democrazia devono essere:
1. Alfabetizzazione
2. Competenze culturali e sociali
3. Pensiero indipendente
4. Predisposizione a condividere con gli altri.
L’educazione è importante per il raggiungimento di una città democratica. La scuola deve educare l’alunno rispettando i propri interessi.
Per Dewey la scuola deve essere formativa, tenuto conto della sua realtà in cui la rivoluzione industriale aveva portato cambiamenti lavorativi. Ergo la scuola doveva essere attiva e progressiva, un luogo di vita nella quale si raggruppa l’esperienza aquisita in famiglia e nell’ambiente.
L’educazione quindi come processo di vita, semplificazione della vita sociale esistente.
La scuola come mediatrice tra società e fanciullo
La preoccupazione del filosofo era quello di capire, cos’è l’uomo e come si deve comportare verso gli altri.
Se esiste una società è perché esiste l’individuo.
Egli mirava al pluralismo, cioè un integrazione di gruppi diversi nel rispetto reciproco vivendo pacificamente.

Il suo testo il mio credo pedagogico  influenzò il pensiero pedagogico americano, nucleo principale, l’istruzione, la collaborazione del gruppo sociale e individuale. L’educazione rende l’uomo collaborativo non gerarchico, insegna a comprendere la società e a cambiarla (in meglio si spera).
Io credo che dovremmo tutti approfondire la conoscenza di quest’uomo leggendo almeno alcune delle sue opere in quanto troviamo il pensiero democratico senza colore di bandiera apportatore di genialità comparate.

                                                        

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Oriana Fallaci in ricordo

17 Settembre 2017 , Scritto da Con tag #Oriana Fallaci. Lettura brani dei suoi libri

 

 

 

 

 

 

Oriana Fallaci in ricordo
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

Oriana Fallaci nata a Firenze, 29 giugno 1929 morta a Firenze, 15 settembre 2006 in compagnia dell'alieno.

Grosseto ricorda Oriana Fallaci giornalista scrittrice intitolandole una via la IV Novembre che dal 15 settembre 2017 si intotolerà Oriana Fallaci per voce dell'assessore Giacomo Cerboni che ritiene quanto segue:


"L'idea di intitolare una via a Oriana Fallaci è legata a ciò che ha rappresentato e che ancora rappresenta: un simbolo di resistenza e baluardo della libertà delle idee e dell'espressione del pensiero''

La signora Fallaci è stata superbamente presentata nelle vesti di giornalista e scrittrice nel convegno che ha preceduto l'intitolazione della via.
Al convegno erano presenti lo scrittore Magdi Cristiano Allam, il fotoreporter Gianfranco Jacopo Iacopozzi testimone dell'esperienza delle Olimpiadi del 1968 a Città del Messico in cui vede la signora Fallaci partecipe dei grandi tragici eventi.

 

In altre città la giornalista è stata ricordata con la lettura di brani dei suoi libri.


 

 


Lo studio E.C. online ha sostenuto il ricordo di una grande donna Oriana Fallaci con un momento di riflessione e lettura di un suo libro 'Lettera a un bambino mai nato' tramite videoconferenza di gruppo skype

Ringraziamo vivamente tutti coloro che hanno partecipato nei diversi appuntamenti conferenziali online.

 

 

Grazie a tutti!

 

 

canale you tube ... Cliccate numerosi e poi...non mancate d'iscrivervi. Grazie e buon ascolto

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Bambini ... è l'ora di matematica!!!

16 Settembre 2017 Con tag #Articoli attinenti al Percorso Maieutica

Buon ascolto dallo studio E.C. online

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