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Hedda Cacchioni studio e.c. online

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Family therapy for children - Laboratorio famigliare per bambini

20 Settembre 2017 , Scritto da traduzione Alice Caymani Con tag #Psicologia

 

 

 

 

Family therapy for children
traduzione Alice Caymani
Critico Culturale Linguistico

 

 

Children express themselves with words, body language and use their own body to express themselves by dying their hair in eccentric ways they use music and gestures.


When they can, they use drawings as a way to express their feelings, they sketch chaotic lines that with practice they will represent well detailed figures.
When the children will start to go to school they will bring with them the activities done outside the school, especially the expressive ones like drawing.

The differences in drawing and painting is the technique that establish a way for the child to communicate.
A good school system will encourage this ancient activity, especially in an era where with Tablets everything can be done with a finger.
Everything that a 6 years old child creates is tied to his emotions: he draws for images like a house, a flower, a person but not a person in particular, not a particular house or flower.
The child in a drawing express his preferences and conflicts.
Now we can imagine a parent that spends his time with his child, the parent can also take care of his child’s friends too.
The father or the mother of the child can be teachers in a drawing class inviting the child’s friends once a month.
First they must buy the right stationery: erasers, coloured pencils and a lot of paper but the parents will ask to the child’s friends to bring stationery anyway and if they don’t have the right tool, then they will use the purchased objects.
Then, the parent will teach the children how to hold a pencil correctly and how to sketch properly, they will teach that colouring the big objects first and the small object the drawing will be more neat.
They will teach how to combine colours and then they’ll let the children talk about their drawings.
This will help the children to understand small details that usually are hard for them to understand.
The parent-teacher won’t expect masterpieces, especially because only after the age of 9 the child can enter the phase of realism: they will be able to see the object and try to draw it realistically.

 

It is important that the parent knows how to be a good teacher and to be equal and open minded, also the parent will try to exhibit the most beautiful drawings and give back the others to the children.
At last, the parent will do a reunion with the other children parents for decide who will do this “Art Lab” next month.

This can also help in school/family relationship.

 

 

 

Laboratorio famigliare per bambini
a cura studio E.C. online
www.eddacacchioni.it

 

 

Il piccolo essere umano nel suo quotidiano comunica con il linguaggio, con la mimica, usa se stesso come mezzo di espressione tingendosi i capelli di un certo colore piuttosto che un altro, usa la musica, i gesti.

 

Quando può, per raccontarsi usa il disegno con grafismi, ghirigori in un apparentemente caotico insieme, con la pratica rappresenterà figure ben organizzate e ricche di particolari.
Quando poi il cucciolo d’uomo inizia ad andare a scuola porterà con sé le attività che svolgeva fuori soprattutto quelle espressive tra cui la più importante è il disegno.
Il disegno, la pittura si differenziano dalla tecnica costituendo entrambe un linguaggio, un modo di comunicare.
Una didattica scolastica che si rispetti incoraggerà sempre quest’attività dalle origini preistoriche, soprattutto nell’era dei Tablet in cui basta un indice per tutto creare.
Tutto ciò che disegna un bambino di 6 anni è legato alle proprie emozioni, egli dipinge per immagini eidetiche come le chiama Read; dipinge la casa, il fiore, l’uomo ma non un uomo in particolare, non una determinata casa.
Il cucciolo d’uomo nel quadro proietta i suoi gusti, le sue preferenze, i suoi conflitti.
Ora potremmo immaginare un genitore che dedica il suo tempo al proprio figlio ergo agli amici del bambino in questione.. Il papà o la mamma possono fungere da maestro/a di un laboratorio-casa per il proprio cucciolo d’uomo invitando una volta al mese i suoi compagni di scuola.
Si organizzerà acquistando matite, cancelline, colori a pastello, colori a cera, risme di fogli. Chiederà poi agli amici del figlio/a di portare con loro il proprio occorrente a chi dovesse mancare potrà usare quello messo a disposizione dal laboratorio-casa.
Il genitore si adopererà ad insegnare a tutti i bambini ad impugnare la matita, come si traccia un segno, come si tiene leggera la mano, insegnerà loro che il disegno risulterà più curato se si colorano prima le cose più grandi e passare in un secondo momento a colorare quelle più piccole.
Insegnerà loro come combinare i colori. Soprattutto farà parlare il bambino il quale si dilungherà in arricchimenti verbali della sua opera.
Aiuterà il bimbo a evidenziare quei particolari che non si capiscono molto.
Il maestro improvvisato non pretenderà molto dai piccoli allievi anche perché soltanto dopo i 9 anni il bimbo entra nella fase del realismo visivo, ergo coglie gli oggetti esterni in sé, li riproduce fotograficamente.

Importante che il genitore sappia gestire il ruolo in modo aperto ed equilibrato si adopererà per l’esposizione dei disegni più belli e restituirà gli altri ai piccoli artisti. Dopodichè farà una riunione con i genitori per fare scaletta di laboratorio-casa cioè passare la responsabilità ad un altro genitore che si occuperà della ciurma nella propria abitazione.
Tutto ciò può essere utile anche ai fini scolastici per la collaborazione scuola/famiglia.

 

Voce Narrante Book Writer Roberta Cacchione. Buon ascolto dallo studio E.C. online.

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Le graduatorie (dannose) degli adulti

19 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

Le graduatorie (dannose) degli adulti

Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

 

 

 

È tempo di rientri a scuola e tutti sono più o meno in fermento, chi per un motivo chi per un altro: genitori, alunni, docenti, Ma come si è chiuso l’anno scolastico? La tendenza di molte genitori alla fine dell’anno (per i risultati che portano a casa i figli) ma anche durante l’anno scolastico (per i risultati delle verifiche scritte o orali) è quella di chiedere: “Che cosa hanno preso gli altri?”. Spesso passano minuti interi a scrutare i tabelloni con i voti di fine anno, questo anche quando i figli dimostrano una buona diligenza scolastica.

Purtroppo l’utilità dei voti e delle pagelle è indiscutibile a scuola come nella vita, serve a crescere ed a “certificare” le proprie capacità ed il proprio impegno. Tuttavia il rovescio della medaglia è che essi si prestano a diventare un metodo per stilare classifiche; come su un podio definendo il primo e l’ultimo. È chiaro che se un genitore vuole il figlio davanti a tutti gli altri, quei numeretti diventeranno delle forti attrazioni che permetteranno di fare statistiche e graduatorie.

 

La domanda che dovrebbero porsi i genitori è rispetto alla valenza che hanno per loro i voti ma soprattutto chiedersi quale valore hanno per i figli. Se la visione non è comune si rischia di trasformarli in boomerang che andranno a colpire la relazione genitori/figli.

Non c’è nessun problema a voler eccellere e voler raggiungere sempre il miglior risultato possibile, ma dovrebbe essere il ragazzo o la ragazza a sviluppare questo sentimento sulla base delle proprie capacità e delle proprie aspettative. Un genitore che trasmette al figlio l’idea di dover raggiungere sempre i posti più alti genera in lui un’ansia da prestazione che si ripercuoterà a lungo termine sulla sua vita. Egli infatti potrebbe sviluppare l’idea che per non deludere mamma e papà dovrà sempre primeggiare e portare a casa il miglior voto possibile. Tanto più cercherà di ottenere il bene dei genitori attraverso il raggiungimento di ottimi risultati, maggiormente starà male nel tentativo di farlo e nella paura di non riuscirci.

 

La tendenza di alcuni genitori è quella di soffermarsi sull’unico limite riportato dal figlio (un solo 6 su tutti 7 e 8, un solo debito su tante materie) oppure lodare il figlio di questo o quell’altro amico che a scuola o nella vita hanno raggiunto posti e traguardi di tutto rispetto. Sì, perché alla base di tutto c’è il continuo confronto con l’altro che è sempre migliore del proprio figlio. Alcuni arrivano a lamentarsi della sfortuna di avere un figlio che non riesce a raggiungere quegli stessi risultati.

Anche leggere in modo ossessivo ed analitico i tabelloni dei voti fuori scuola è indice della chiara volontà di capire chi sia migliore o peggiore del proprio figlio.

Da ciò i figli imparano una sola cosa che per i genitori essi sono i voti che prendono. Il bisogno di alcuni genitori di avere figli semi-perfetti, sempre al top, all’apice di ogni classifica insegna ai figli che essi non dipendono dal loro valore ma dal voto che prendono. Tutto ciò non fa altro che creare un senso di frustrazione e molto molto spesso scarsa autostima che come detto si rifletterà sulle scelte di vita futura.

 

Spesso i genitori più accaniti in questo comportamento sono quelli che a scuola avevano problemi. È come se essi implicitamente volessero, attraverso i figli riscattarsi dalla loro non riuscita. Ovviamente questo comportamento non fa bene né ai genitori né ai figli/studenti. Un atteggiamento del genere non insegna altro che lo studio è fatto solo di voti, obbligandoli ad andare bene a scuola per fare felici i genitori, mentre essi non comprendono che la scuola dovrebbe far felici loro.

Un rapporto chiaro e costante con i propri figli, fatto di un confronto maturo, è auspicabile, facendo passare il messaggio che essi varranno sempre tanto per i genitori, a prescindere dai voti che porteranno a casa. L’importante è che essi si impegnino secondo le loro capacità.

Del resto un brutto voto non ha mai fatto male a nessuno.

 

 

Per approfondire

F. Dell’Oro, “La scuola di Lucignolo. Le ragioni del disagio scolastico e come aiutare i nostri ragazzi a superarlo”, La Feltrinelli.

Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Psicoterapeuta

Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
Corso Europa, 12
Frattamaggiore (NA)

Tel. 3204692910
savianopasquale@hotmail.com

www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore

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Pasquale Saviano

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John Dewey

18 Settembre 2017 , Scritto da Con tag #Filosofia

 

 

 

 

 

John Dewey
a cura Hedda Cacchioni
Counselor Case Manager
Scrittrice.Relatrice.Editing

 

John Dewey è nato nel 1859, morto nel 1952 è stato un pedagogista statunitense e filosofo.
Seguace del pragmatismo americano e dell’evoluzionismo di Darwin.
Il pensiero di Dewey esalta l’esperienza dell’uomo e della sua integrazione con l’ambiente.
L’educazione dell’individuo inizia nel proprio ambiente con azioni del quotidiano , accettando le diversità di ognuno arricchendosi, sviluppando un sapere culturale superiore.
E’ molto importante l’ambiente sociale per la costruzione della propria vita in seno ad una società democratica.
I requisiti della persona che vive in democrazia devono essere:
1. Alfabetizzazione
2. Competenze culturali e sociali
3. Pensiero indipendente
4. Predisposizione a condividere con gli altri.
L’educazione è importante per il raggiungimento di una città democratica. La scuola deve educare l’alunno rispettando i propri interessi.
Per Dewey la scuola deve essere formativa, tenuto conto della sua realtà in cui la rivoluzione industriale aveva portato cambiamenti lavorativi. Ergo la scuola doveva essere attiva e progressiva, un luogo di vita nella quale si raggruppa l’esperienza aquisita in famiglia e nell’ambiente.
L’educazione quindi come processo di vita, semplificazione della vita sociale esistente.
La scuola come mediatrice tra società e fanciullo
La preoccupazione del filosofo era quello di capire, cos’è l’uomo e come si deve comportare verso gli altri.
Se esiste una società è perché esiste l’individuo.
Egli mirava al pluralismo, cioè un integrazione di gruppi diversi nel rispetto reciproco vivendo pacificamente.

Il suo testo il mio credo pedagogico  influenzò il pensiero pedagogico americano, nucleo principale, l’istruzione, la collaborazione del gruppo sociale e individuale. L’educazione rende l’uomo collaborativo non gerarchico, insegna a comprendere la società e a cambiarla (in meglio si spera).
Io credo che dovremmo tutti approfondire la conoscenza di quest’uomo leggendo almeno alcune delle sue opere in quanto troviamo il pensiero democratico senza colore di bandiera apportatore di genialità comparate.

                                                        

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Oriana Fallaci in ricordo

17 Settembre 2017 , Scritto da Con tag #Oriana Fallaci. Lettura brani dei suoi libri

 

 

 

 

 

 

Oriana Fallaci in ricordo
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

Oriana Fallaci nata a Firenze, 29 giugno 1929 morta a Firenze, 15 settembre 2006 in compagnia dell'alieno.

Grosseto ricorda Oriana Fallaci giornalista scrittrice intitolandole una via la IV Novembre che dal 15 settembre 2017 si intotolerà Oriana Fallaci per voce dell'assessore Giacomo Cerboni che ritiene quanto segue:


"L'idea di intitolare una via a Oriana Fallaci è legata a ciò che ha rappresentato e che ancora rappresenta: un simbolo di resistenza e baluardo della libertà delle idee e dell'espressione del pensiero''

La signora Fallaci è stata superbamente presentata nelle vesti di giornalista e scrittrice nel convegno che ha preceduto l'intitolazione della via.
Al convegno erano presenti lo scrittore Magdi Cristiano Allam, il fotoreporter Gianfranco Jacopo Iacopozzi testimone dell'esperienza delle Olimpiadi del 1968 a Città del Messico in cui vede la signora Fallaci partecipe dei grandi tragici eventi.

 

In altre città la giornalista è stata ricordata con la lettura di brani dei suoi libri.


 

 


Lo studio E.C. online ha sostenuto il ricordo di una grande donna Oriana Fallaci con un momento di riflessione e lettura di un suo libro 'Lettera a un bambino mai nato' tramite videoconferenza di gruppo skype

Ringraziamo vivamente tutti coloro che hanno partecipato nei diversi appuntamenti conferenziali online.

 

 

Grazie a tutti!

 

 

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Bambini ... è l'ora di matematica!!!

16 Settembre 2017 Con tag #Articoli attinenti al Percorso Maieutica

Buon ascolto dallo studio E.C. online

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Metodo e tecnica della Bioenergetica di Alexander Lowen

16 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

 

 

 

 

Metodo
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 L'Analisi Bioenergetica è una disciplina consistente l'associazione corpo/mente con l'obiettivo di riportare la persona allo stato di libertà, di graziea e di bellezza; si prefigge di riportare l'equilibrio nell'organismo e proteggerlo dal dolore causa numero uno di molti fattori scatenanti le malattie.

 

 

Metodo
Le tecniche utilizzate nel metodo dell'Analisi della Bioenergetica hanno come obiettivo il principio olistico. L'unità corpo/mente porta consapevolezza intuitiva, tant'è spesso usato anche  in psicoterapia.

L'avvolgente incontro corpo-mente/mente-corpo ha una complessità totalizzante per un recupero affettivo somatico della persona.

L' obiettivo prevede di ristabilire il fluire energetico attraverso il corpo da sviluppare a livello psichico, emozionale, fisico.
Il percorso prevede parte attiva del cliente e il riconoscimento del sè, il piacere in senso lato della vita non più basato esclusivamente sul profilo sessuale.

Lowen sulle basi dello psichiatra Reich abbandona la centralità in cui il sesso primeggia per lo scarico energetico e avanza l'ipotesi  confermandola attraverso il suo metodo che l'essere umano può essere felice avendo il contatto col proprio corpo che non sia necessariamente orgonico ma piùttosto si concentra sulla scoperta dei propri passi e del terreno su cui si regge l'essere umano. 


 


Come appoggia il corpo sul terreno l'essere umano?
Da qui si può intuire come il cliente si rapporta col suo essere figlio e ciò che la mamma gli ha lasciato come eredità psichica.
L'aria e la modalità respiratoria può dare una risposta.

Quindi se il modo in cui sta in piedi l'essere umano  è associabile al rapporto materno, il modo di respirare essendo un principio maschile è da attribuire al rapporto figlio/padre.


 

La voce emessa dal cliente può parlare della sua personalità.

 

 

 



Punti di riferimento
. Gridare
. Piangere
. Respirare


Azioni che un operatore che si fa carico del metodo può utilizzare per far liberare le emozioni  che a sua volta liberano i conflitti interiori.
 

 

Il metodo dell'Analisi Bioenergetica prevede il cavalletto creato appositamente da Alexander Lowen per i suoi percorsi di benessere e riequilibrio dell'energia.

 

 

 

 

 

Smettere di provare dolore. Vivere Gioiosamente e Serenamente la propria quotidianità così come da eco allo studio E.C. online con i suoi Corsi Percorsi Metodi e Tecniche per imparare a vivere ''qui e ora''
 

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In evoluzione: The dark sides of a Rainbow di Roberta Cacchione

15 Settembre 2017 Con tag #Novità?, #Articoli attinenti Percorso Evoluzione libro come racconto di sè espressione di desiderio realizzato

 

 

 

In evoluzione... il romanzo
 

The dark sides of a Rainbow
di Roberta Cacchione
Book Writer



cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 

 

Il libro è in fase di sviluppo Roberta è mia cugina, potremmo dire che il Percorso Evoluzione lo stiamo facendo entrambe. I ricordi e le emozioni suscitate dall'elaborazione del libro sono l'incarnazione dell'arte, essenza pragmatica di chi conoscendo il dolore ridonda l'Amore per il benessere totalizzante del quotidiano.

 

 



Seguono notizie relative al romanzo...

Mi sento una farfalla, adagiata sopra un sublime fiore
Avvolgente e amorevolmente caldo, sento i suoi petali accarezzarmi
Intrepida riprendo il mio volo

Roberta Cacchione

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Evoluzione libro.

15 Settembre 2017 , Scritto da Con tag #Novità?, #Articoli attinenti Percorso Evoluzione libro come racconto di sè espressione di desiderio realizzato

 

 

 

Evoluzione libro
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 


Per chi vuole scrivere un libro senza la frequenza del Percorso Evoluzione Libro online, lo studio E.C. online si avvale di servizi editing, grafica, traduzioni.

 

 

 

 


Iscrivetevi numerosi al sito e lasciate un messaggio nella sezione contatti.

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Neonati che nuotano

14 Settembre 2017 Con tag #Articoli attinenti al Percorso Maieutica

buon ascolto dallo studio E.C. online

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Dislessici e stile di vita

12 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

 

 

 

 

 

Dislessici e stile di vita
a cura Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Psicoterapeuta


http://www.eddacacchioni.it
 

 



Sono circa un milione e mezzo in Italia, un numero che cresce al ritmo di 25mila nuovi casi l’anno e che comprende il 4-5% dei bambini in età scolare, arrivando ad ipotizzare la media di un bambino per ogni classe di 25 alunni. Stiamo parlando dei soggetti che presentano Dislessia, un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che va ad intaccare la sfera dell’apprendimento. È il caso di bambini che in età scolare non riescono ad imparare una tabellina, sbagliano la sequenza delle lettere, confondono la “b” con la “d”, la “p” con la “q” oppure non riescono a memorizzare una poesia o una filastrocca.

Fino a circa una quindicina di anni fa il problema dei disturbi specifici dell’apprendimento ed in particolare della dislessia era totalmente oscuro, ma grazie all’Associazione Italiana Dislessia, nata nel 1997, oggi se ne parla di più e ci si muove per mediare e favorire gli apprendimenti anche attraverso l’uso di metodologie specifiche ed ausili didattici elettronici. Ciò porta ad una moltiplicazione degli studi e delle ricerche in tal senso e ad una sensibilizzazione ed una presa di coscienza degli operatori nel settore dell’insegnamento che si mettono in gioco al fine di facilitare gli apprendimenti e la vita scolastica dei bambini in fase di scolarizzazione. Tuttavia, in alcuni contesti resta difficile scardinare certe convinzioni ed adattare i metodi d’insegnamento ad una diversa modalità di apprendimento. I tempi per la diagnosi, benché accorciati, rimangono ancora troppo lunghi e le terapie di sostegno all’apprendimento risultano ancora di difficile approccio, lasciando spesso i genitori brancolare nel buio più totale.

I bambini dislessici non hanno deficit cognitivi nè sono meno intelligenti dei loro coetanei o tantomeno sono pigri o incapaci, semplicemente hanno un modo diverso di apprendere le modalità di fare calcolo, di leggere o scrivere, non automatica come chi non presenta il disturbo.
La Dislessia evolutiva che insieme alla Disgrafia, Discalculia ed alla Disortografia rientra tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ha una confermata origine genetica ed è un disturbo neurobiologico determinato da un insieme di fattori genetici che si ripercuote sulla vita del bambino e di cui si ha contezza solo quando si mette l’alunno nella condizione di confrontarsi con l’apprendimento scolastico vero e proprio, ma alcuni campanelli d’allarme dovrebbero scattare già se si rilevano ritardi o disturbi del linguaggio in età prescolare.

Ciò che emerge dagli studi fatti è che le aree interessate sono quelle deputate agli automatismi nella lettura, pertanto al cervello, attraverso la terapia riabilitativa, va insegnato ad acquisire nuove abilità che metterà in atto proprio in funzione dell’apprendimento (nel caso specifico della dislessia) della lettura.
La diagnosi non è facile né immediata e prevede un lavoro d’equipe che comprende il neuropsichiatra infantile, lo psicologo ed il logopedista, solo attraverso una serie di test specifici si può giungere a capire se realmente è presente il disturbo o le cause vanno imputate ad altro, che sia la sfera affettiva o quella fisica e solo dal 2006 ci si è accordati sulle linee guida da seguire per diagnosticare un DSA.

Nonostante i notevoli sforzi che vengono fatti in Italia, rimaniamo uno degli ultimi paesi nel trattamento dei DSA, nell’accoglienza e nella scolarizzazione di bambini affetti da disturbo specifico dell’apprendimento. La formazione degli insegnanti, purtroppo, procede a rilento e non sempre è funzionale anche perché le classi vengono sempre più “riempite” di alunni senza tener conto le specificità delle modalità di apprendimento che caratterizzano ognuno dei bambini in età scolare.

L’utilizzo di ausili didattici (sintetizzatore vocale, audiolibri, calcolatrice), ma anche l’esenzione dell’apprendimento di una lingua straniera in forma scritta o tempi più lunghi per l’esecuzione di compiti scritti quando questi non possano essere preferiti a colloqui solo orali, nonché l’attenzione sempre maggiore verso una modalità di apprendimento diversa tesa alla consapevolezza che i tempi di apprendimento sono diversi nel caso di DSA, può favorire la permanenza di questi bambini nel circuito scolastico facilitando e favorendo il raggiungimento degli obiettivi non solo nell’apprendimento delle nozioni scolastiche ma anche come trampolino di lancio per vivere una vita normale. Infatti non bisogna dimenticare che per un dislessico può essere quasi impossibile prendere la patente o partecipare ad un concorso pubblico generando in lui una sorta di abbandono e di incapacità di mettersi in gioco, fare progetti di vita, porsi e raggiungere obiettivi.

Dalla dislessia non si guarisce mai completamente, ma se trattato in tempo e con le adeguate modalità di sostegno e riabilitazione il disturbo può essere compensato, soprattutto attraverso lo sviluppo di strategie di apprendimento e di lettura che permettono di superare i limiti determinati da esso. Infatti in circa l’1% dei casi il disturbo si riduce al massimo, dando l’impressione che non sia presente, mentre in altri casi il bambino mette in atto tecniche di compensazione che lo aiutano a vivere più o meno tranquillamente le sfide che la vita gli porrà ed a raggiungere gli obiettivi con modi e tempi propri.


E' fondamentale quindi che genitori ed insegnanti riescano riconoscere tempestivamente il problema così da poter aiutare il bambino dislessico fin dai primi anni della scuola elementare, anche per evitare che egli sviluppi sentimenti di scarsa autostima, insicurezza, senso di colpa, timidezza e che quindi possa diventare vittima di bullismo da parte dei compagni fino ad arrivare a mettere in atto comportamenti antisociali o forme di devianza come difesa reattiva alla propria insicurezza.

 

 



Dott. Pasquale Saviano

Psicologo - Psicoterapeuta

Specialista in Psicologia Clinica e  Psicoterapia Psicanalitica

Corso Europa, 12

Frattamaggiore (NA)

Tel. 3204692910

savianopasquale@hotmail.com

www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore


 

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Pasquale Saviano

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Running per bimbi e genitori

11 Settembre 2017 Con tag #Percorso discipline sport: running - nordic walking - bicicletta


 


 

 

Running per bimbi e genitori
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 

 

 

Running per bimbi
. I bambini fanno fatica a correre, hanno un 20% di consumo in più di ossigeno dell'adulto
. Paragonato all'adulto ha meno potenza aerobica
. Nell'adulto il consumo energia non aumenta il consumo di ossigeno mentre nel bambino non sussistendo questa soglia, si stanca.

. Potenza anaerobica è minore rispetto all'adulto, l'acido lattico è poco tollerato nel bambino
. Maggiore ventilazione di ossigeno nel bimbo rispetto all'adulto
. La risposta dei bambini ai lavori di potenziamento muscolare è minore in quanto hanno basso livello di ormoni estrogeni.

I BAMBINI QUANTO TALI VANNO ALLENATI RISPETTANDO I PARAMETRI PSICOFISICI E IL DESIDERIO DI GIOCO.

 

 



Genitori e figli in corsa...
Il running è uno sport per adulti ergo se s'intende correre con dei bimbi/e opportuno mantenere una corsa con i parametri del riscaldamento di allenamento dell'adulto e motivare il ragazzino/a senza eccedere restando nella dimensione ludica.
Se si vuole trasportare nel mondo del running un bambino si dovrà capire se in effeti il/la proprio/a figlio/a ha interesse per tale sport.
Ci sono diversi giochi da fare nei campi sportivi con altri bambini come per esempio 'la staffetta'.
Una volta capito se il bambino è portato alla corsa si può iniziare a correre rispettando sempre i parametri del figlio.
Per le tracce agonistiche opportuno rivolgersi ad un allenatore professionista che saprà selezionare l'allenamento secondo criteri scientifici.

Tuttavia, ritengo, dopo la prima fase col bèbè in marsupio, poi bimbo in carrello runner, i genitori che vogliono correre con i figli piccoli si adeguino a loro perchè i figli cresceranno e mi chiedo anche nello sport col genitore? Si, ma ogni tanto.... Lasciate che i bimbi giochino con i bimbi e nello sport si confrontino con quelli della loro stessa fascia di età.



Buone corse a tutti in assoluta sensazione di benessere e libertà.

 


 

 

Per un supporto motivazionale contattare la Counselor, cliccare il link  sottoindicato

Ricetta per i bimbi più golosi da preparare dopo una corsa con i genitori dalla Voce Narrante delle Book Writer Roberta Cacchione

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Storia in gocce della nascita del Diritto Minorile

11 Settembre 2017 Con tag #Diritto

 

 

 

 

Storia in gocce della nascita del Diritto Minorile
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 

 

Il Reggio Decreto Legge  n.1404 fu istituito nel periodo fascista nel 1934 convertito  in Legge nel 1935 n.835
 

Il Tribunale Minorile aveva decisione autonoma ed era composto:
. cittadino benemerito assistente sociale
. 2 magistrati togati



Competenze
- penale: diritto ad un Giudice specializzato e Norme
- civile: provvedimenti sulla Patria Potestà
- amministrativa: minore di 18 anni con art. 25 bisognoso di correzione. Iternamento in riformatorio con l'art 27 usciva dal riformatorio a correzzione avvenuta oppure con l'art 29 usciva a 21 anni.

Il Centro di Rieducazione dei Minorenni era offerto al Tribunale M

La nascita della Repubblica la Corte Costituzionale posa le basi più complete alla protezione del minore offrendogli più considerazione.

S'introduce la figura dell'Assistente Sociale nel settore dei disadattati prevedeva istituzioni rieducative e servizi vari per minori. L'Istituto di Osservazione  aveva custodia preventiva. Così L888/1956 modificò il R.D.L. 1404/1934


Con queste nuove norme il bambino disadattato era visto attraverso nuovi punti di vista.



Diritto Minorile oggi in gocce
Composizione
. 2 giudici togati
. 2 giudici onorari
I giudici sono nominati con DPR su proposta del Ministero della Giustizia con deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura


Autonomia del Diritto Minorile
Oggigiorno il Diritto Minorile è considerato un insieme di norme civili, penali, amministrative.
Il minore ha una autonomia rispetto alle altre branche del diritto.
Inoltre ha Autonomia Legislativa cioè un sistema compiuto giuridico e Autonomia Didattica

 



Non vi fate togliere i figli, i conflitti di persone adulte risolveteli a casa davanti ad un caffè mani strette sui bordi del tavolo, dialogo e soluzione.
Se non doveste esserne capaci trovate un buon mediatore che parli per voi.
In tutti gli altri casi portateli direttamente in comunità non siete genitori ma solo persone adulte incapaci di relazionarsi.
Triste è per quelle famiglie a cui mancano i soldi per la sopravvivenza oppure di età anagrafica superiore come se da qualche parte nel Diritto ci sia scritto che il problema sia l'età ecc lo Stato invece di dare un lavoro al povero, un supporto al genitore 'vecchio' gli toglie i figli.
Se avete una buona parentela o vicini di casa a modo aiutatevi tra voi se invece siete soli: arrangiatevi ma non fatevi togliere i figli, mai!


La Counselor è reperibile 24/24 per consulenza gratuita

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Percorso relazionale culturale linguistico

9 Settembre 2017 Con tag #Novità?, #Psicologia

 

 

 

Percorso relazionale culturale linguistico
a cura dello studio E.C. Online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 

Lo studio E.C. online che io stessa rappresento propone percorsi corsi ripetizioni collaborazioni aperti a chiunque voglia relazionarsi nella vita in gioiosa serenità, semplificando con consapevolezza le problematiche riscontrate nella quotidianità spesso amplificate da metodi sociali ben organizzati a tal punto che il barcollamento di vita sopraggiunto può cadere in patologia alché
telefonare allo studio E.C. online chiedendo una consulenza visiva gratuita è un regalo per se stessi oltre che per chi amiamo.
La Counselor è disponibile dalle 10,00/18,30 tramite cellulare e pc per un videocolloquio

 

 

Gioiosa Serenità Consapevole!

 

 

 

 

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Mappa Mentale

30 Agosto 2017 Con tag #Psicologia

 

 

 

 

 

Mappa Mentale
a cura studio E.C. online


http://www.eddacacchioni.it

 


 

Il termine stesso non lascia intendere equivoci, il ricordo di ciò che si studia lo si può ottenere con il supporto di una Mappa Mentale che ripercorre le strade del cervello nel caso specifico della capacità della mente: Pensare.

 


La tecnica è stata creata da Tony Buzan nel 1960 e vede l'utilizzo di entrambi gli emisferi cerebrali.


 

Il discorso è progettato con un disegno principale rappresentante il concetto del tema da presentare, dopodichè verranno disegnate varie diramazioni in cui verrà impressa una parola, i disegni impostati a chiusura delle diramazioni fungono da fulcro evidenziando il contesto del dialogo che poi a sua volta andrà a collegare altre diramazioni con conseguenti disegni appropriati.

La rappresentazione immaginaria è quella del neurone, cellula del cervello, le parole nelle diramazioni rappresentano l'imput degli assoni e i disegni le sinapsi ergo il rilascio ormonale.

La Mappa Mentale rievoca situazioni emozionali e fotografa ambienti, storie, persone, animali, cose.





 

Organizzazione della mappa e le sue fasi
. progettare
. pianificare
. memorizzare
. rievocare emozioni

 

 

 

 

Utilizzo
Si guarda la mappa e s'intraprende il percorso del pensiero, una storia da raccontare con il supporto di una elaborazione artistica in cui il passaggio da un discorso all'altro avviene per immagini, il pensiero del relatore è accarezzato da emozioni che portano seco ad una apertura concettuale su basi conosciute.

 

 

 

 

 

 

 

Lo pensiero è proprio atto della ragione, perché le bestie non pensano, che non l'hanno

Dante

La vera libertà mentale è la capacità di creare l’ordine dal caos.

Tony Buzan

Siamo chi sosteniamo. Mi Credo.

Hedda Cacchioni

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