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Hedda Cacchioni studio e.c. online

Post con #psicologia tag

Family therapy for children - Laboratorio famigliare per bambini

20 Settembre 2017 , Scritto da traduzione Alice Caymani Con tag #Psicologia

 

 

 

 

Family therapy for children
traduzione Alice Caymani
Critico Culturale Linguistico

 

 

Children express themselves with words, body language and use their own body to express themselves by dying their hair in eccentric ways they use music and gestures.


When they can, they use drawings as a way to express their feelings, they sketch chaotic lines that with practice they will represent well detailed figures.
When the children will start to go to school they will bring with them the activities done outside the school, especially the expressive ones like drawing.

The differences in drawing and painting is the technique that establish a way for the child to communicate.
A good school system will encourage this ancient activity, especially in an era where with Tablets everything can be done with a finger.
Everything that a 6 years old child creates is tied to his emotions: he draws for images like a house, a flower, a person but not a person in particular, not a particular house or flower.
The child in a drawing express his preferences and conflicts.
Now we can imagine a parent that spends his time with his child, the parent can also take care of his child’s friends too.
The father or the mother of the child can be teachers in a drawing class inviting the child’s friends once a month.
First they must buy the right stationery: erasers, coloured pencils and a lot of paper but the parents will ask to the child’s friends to bring stationery anyway and if they don’t have the right tool, then they will use the purchased objects.
Then, the parent will teach the children how to hold a pencil correctly and how to sketch properly, they will teach that colouring the big objects first and the small object the drawing will be more neat.
They will teach how to combine colours and then they’ll let the children talk about their drawings.
This will help the children to understand small details that usually are hard for them to understand.
The parent-teacher won’t expect masterpieces, especially because only after the age of 9 the child can enter the phase of realism: they will be able to see the object and try to draw it realistically.

 

It is important that the parent knows how to be a good teacher and to be equal and open minded, also the parent will try to exhibit the most beautiful drawings and give back the others to the children.
At last, the parent will do a reunion with the other children parents for decide who will do this “Art Lab” next month.

This can also help in school/family relationship.

 

 

 

Laboratorio famigliare per bambini
a cura studio E.C. online
www.eddacacchioni.it

 

 

Il piccolo essere umano nel suo quotidiano comunica con il linguaggio, con la mimica, usa se stesso come mezzo di espressione tingendosi i capelli di un certo colore piuttosto che un altro, usa la musica, i gesti.

 

Quando può, per raccontarsi usa il disegno con grafismi, ghirigori in un apparentemente caotico insieme, con la pratica rappresenterà figure ben organizzate e ricche di particolari.
Quando poi il cucciolo d’uomo inizia ad andare a scuola porterà con sé le attività che svolgeva fuori soprattutto quelle espressive tra cui la più importante è il disegno.
Il disegno, la pittura si differenziano dalla tecnica costituendo entrambe un linguaggio, un modo di comunicare.
Una didattica scolastica che si rispetti incoraggerà sempre quest’attività dalle origini preistoriche, soprattutto nell’era dei Tablet in cui basta un indice per tutto creare.
Tutto ciò che disegna un bambino di 6 anni è legato alle proprie emozioni, egli dipinge per immagini eidetiche come le chiama Read; dipinge la casa, il fiore, l’uomo ma non un uomo in particolare, non una determinata casa.
Il cucciolo d’uomo nel quadro proietta i suoi gusti, le sue preferenze, i suoi conflitti.
Ora potremmo immaginare un genitore che dedica il suo tempo al proprio figlio ergo agli amici del bambino in questione.. Il papà o la mamma possono fungere da maestro/a di un laboratorio-casa per il proprio cucciolo d’uomo invitando una volta al mese i suoi compagni di scuola.
Si organizzerà acquistando matite, cancelline, colori a pastello, colori a cera, risme di fogli. Chiederà poi agli amici del figlio/a di portare con loro il proprio occorrente a chi dovesse mancare potrà usare quello messo a disposizione dal laboratorio-casa.
Il genitore si adopererà ad insegnare a tutti i bambini ad impugnare la matita, come si traccia un segno, come si tiene leggera la mano, insegnerà loro che il disegno risulterà più curato se si colorano prima le cose più grandi e passare in un secondo momento a colorare quelle più piccole.
Insegnerà loro come combinare i colori. Soprattutto farà parlare il bambino il quale si dilungherà in arricchimenti verbali della sua opera.
Aiuterà il bimbo a evidenziare quei particolari che non si capiscono molto.
Il maestro improvvisato non pretenderà molto dai piccoli allievi anche perché soltanto dopo i 9 anni il bimbo entra nella fase del realismo visivo, ergo coglie gli oggetti esterni in sé, li riproduce fotograficamente.

Importante che il genitore sappia gestire il ruolo in modo aperto ed equilibrato si adopererà per l’esposizione dei disegni più belli e restituirà gli altri ai piccoli artisti. Dopodichè farà una riunione con i genitori per fare scaletta di laboratorio-casa cioè passare la responsabilità ad un altro genitore che si occuperà della ciurma nella propria abitazione.
Tutto ciò può essere utile anche ai fini scolastici per la collaborazione scuola/famiglia.

 

Voce Narrante Book Writer Roberta Cacchione. Buon ascolto dallo studio E.C. online.

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Le graduatorie (dannose) degli adulti

19 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

Le graduatorie (dannose) degli adulti

Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

 

 

 

È tempo di rientri a scuola e tutti sono più o meno in fermento, chi per un motivo chi per un altro: genitori, alunni, docenti, Ma come si è chiuso l’anno scolastico? La tendenza di molte genitori alla fine dell’anno (per i risultati che portano a casa i figli) ma anche durante l’anno scolastico (per i risultati delle verifiche scritte o orali) è quella di chiedere: “Che cosa hanno preso gli altri?”. Spesso passano minuti interi a scrutare i tabelloni con i voti di fine anno, questo anche quando i figli dimostrano una buona diligenza scolastica.

Purtroppo l’utilità dei voti e delle pagelle è indiscutibile a scuola come nella vita, serve a crescere ed a “certificare” le proprie capacità ed il proprio impegno. Tuttavia il rovescio della medaglia è che essi si prestano a diventare un metodo per stilare classifiche; come su un podio definendo il primo e l’ultimo. È chiaro che se un genitore vuole il figlio davanti a tutti gli altri, quei numeretti diventeranno delle forti attrazioni che permetteranno di fare statistiche e graduatorie.

 

La domanda che dovrebbero porsi i genitori è rispetto alla valenza che hanno per loro i voti ma soprattutto chiedersi quale valore hanno per i figli. Se la visione non è comune si rischia di trasformarli in boomerang che andranno a colpire la relazione genitori/figli.

Non c’è nessun problema a voler eccellere e voler raggiungere sempre il miglior risultato possibile, ma dovrebbe essere il ragazzo o la ragazza a sviluppare questo sentimento sulla base delle proprie capacità e delle proprie aspettative. Un genitore che trasmette al figlio l’idea di dover raggiungere sempre i posti più alti genera in lui un’ansia da prestazione che si ripercuoterà a lungo termine sulla sua vita. Egli infatti potrebbe sviluppare l’idea che per non deludere mamma e papà dovrà sempre primeggiare e portare a casa il miglior voto possibile. Tanto più cercherà di ottenere il bene dei genitori attraverso il raggiungimento di ottimi risultati, maggiormente starà male nel tentativo di farlo e nella paura di non riuscirci.

 

La tendenza di alcuni genitori è quella di soffermarsi sull’unico limite riportato dal figlio (un solo 6 su tutti 7 e 8, un solo debito su tante materie) oppure lodare il figlio di questo o quell’altro amico che a scuola o nella vita hanno raggiunto posti e traguardi di tutto rispetto. Sì, perché alla base di tutto c’è il continuo confronto con l’altro che è sempre migliore del proprio figlio. Alcuni arrivano a lamentarsi della sfortuna di avere un figlio che non riesce a raggiungere quegli stessi risultati.

Anche leggere in modo ossessivo ed analitico i tabelloni dei voti fuori scuola è indice della chiara volontà di capire chi sia migliore o peggiore del proprio figlio.

Da ciò i figli imparano una sola cosa che per i genitori essi sono i voti che prendono. Il bisogno di alcuni genitori di avere figli semi-perfetti, sempre al top, all’apice di ogni classifica insegna ai figli che essi non dipendono dal loro valore ma dal voto che prendono. Tutto ciò non fa altro che creare un senso di frustrazione e molto molto spesso scarsa autostima che come detto si rifletterà sulle scelte di vita futura.

 

Spesso i genitori più accaniti in questo comportamento sono quelli che a scuola avevano problemi. È come se essi implicitamente volessero, attraverso i figli riscattarsi dalla loro non riuscita. Ovviamente questo comportamento non fa bene né ai genitori né ai figli/studenti. Un atteggiamento del genere non insegna altro che lo studio è fatto solo di voti, obbligandoli ad andare bene a scuola per fare felici i genitori, mentre essi non comprendono che la scuola dovrebbe far felici loro.

Un rapporto chiaro e costante con i propri figli, fatto di un confronto maturo, è auspicabile, facendo passare il messaggio che essi varranno sempre tanto per i genitori, a prescindere dai voti che porteranno a casa. L’importante è che essi si impegnino secondo le loro capacità.

Del resto un brutto voto non ha mai fatto male a nessuno.

 

 

Per approfondire

F. Dell’Oro, “La scuola di Lucignolo. Le ragioni del disagio scolastico e come aiutare i nostri ragazzi a superarlo”, La Feltrinelli.

Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Psicoterapeuta

Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
Corso Europa, 12
Frattamaggiore (NA)

Tel. 3204692910
savianopasquale@hotmail.com

www.facebook.com/PsicologoFrattamaggiore

Osa sempre oltre il tuo limite

Pasquale Saviano

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Metodo e tecnica della Bioenergetica di Alexander Lowen

16 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

 

 

 

 

Metodo
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 L'Analisi Bioenergetica è una disciplina consistente l'associazione corpo/mente con l'obiettivo di riportare la persona allo stato di libertà, di graziea e di bellezza; si prefigge di riportare l'equilibrio nell'organismo e proteggerlo dal dolore causa numero uno di molti fattori scatenanti le malattie.

 

 

Metodo
Le tecniche utilizzate nel metodo dell'Analisi della Bioenergetica hanno come obiettivo il principio olistico. L'unità corpo/mente porta consapevolezza intuitiva, tant'è spesso usato anche  in psicoterapia.

L'avvolgente incontro corpo-mente/mente-corpo ha una complessità totalizzante per un recupero affettivo somatico della persona.

L' obiettivo prevede di ristabilire il fluire energetico attraverso il corpo da sviluppare a livello psichico, emozionale, fisico.
Il percorso prevede parte attiva del cliente e il riconoscimento del sè, il piacere in senso lato della vita non più basato esclusivamente sul profilo sessuale.

Lowen sulle basi dello psichiatra Reich abbandona la centralità in cui il sesso primeggia per lo scarico energetico e avanza l'ipotesi  confermandola attraverso il suo metodo che l'essere umano può essere felice avendo il contatto col proprio corpo che non sia necessariamente orgonico ma piùttosto si concentra sulla scoperta dei propri passi e del terreno su cui si regge l'essere umano. 


 


Come appoggia il corpo sul terreno l'essere umano?
Da qui si può intuire come il cliente si rapporta col suo essere figlio e ciò che la mamma gli ha lasciato come eredità psichica.
L'aria e la modalità respiratoria può dare una risposta.

Quindi se il modo in cui sta in piedi l'essere umano  è associabile al rapporto materno, il modo di respirare essendo un principio maschile è da attribuire al rapporto figlio/padre.


 

La voce emessa dal cliente può parlare della sua personalità.

 

 

 



Punti di riferimento
. Gridare
. Piangere
. Respirare


Azioni che un operatore che si fa carico del metodo può utilizzare per far liberare le emozioni  che a sua volta liberano i conflitti interiori.
 

 

Il metodo dell'Analisi Bioenergetica prevede il cavalletto creato appositamente da Alexander Lowen per i suoi percorsi di benessere e riequilibrio dell'energia.

 

 

 

 

 

Smettere di provare dolore. Vivere Gioiosamente e Serenamente la propria quotidianità così come da eco allo studio E.C. online con i suoi Corsi Percorsi Metodi e Tecniche per imparare a vivere ''qui e ora''
 

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Dislessici e stile di vita

12 Settembre 2017 Con tag #Psicologia

 

 

 

 

 

 

Dislessici e stile di vita
a cura Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Psicoterapeuta


http://www.eddacacchioni.it
 

 



Sono circa un milione e mezzo in Italia, un numero che cresce al ritmo di 25mila nuovi casi l’anno e che comprende il 4-5% dei bambini in età scolare, arrivando ad ipotizzare la media di un bambino per ogni classe di 25 alunni. Stiamo parlando dei soggetti che presentano Dislessia, un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che va ad intaccare la sfera dell’apprendimento. È il caso di bambini che in età scolare non riescono ad imparare una tabellina, sbagliano la sequenza delle lettere, confondono la “b” con la “d”, la “p” con la “q” oppure non riescono a memorizzare una poesia o una filastrocca.

Fino a circa una quindicina di anni fa il problema dei disturbi specifici dell’apprendimento ed in particolare della dislessia era totalmente oscuro, ma grazie all’Associazione Italiana Dislessia, nata nel 1997, oggi se ne parla di più e ci si muove per mediare e favorire gli apprendimenti anche attraverso l’uso di metodologie specifiche ed ausili didattici elettronici. Ciò porta ad una moltiplicazione degli studi e delle ricerche in tal senso e ad una sensibilizzazione ed una presa di coscienza degli operatori nel settore dell’insegnamento che si mettono in gioco al fine di facilitare gli apprendimenti e la vita scolastica dei bambini in fase di scolarizzazione. Tuttavia, in alcuni contesti resta difficile scardinare certe convinzioni ed adattare i metodi d’insegnamento ad una diversa modalità di apprendimento. I tempi per la diagnosi, benché accorciati, rimangono ancora troppo lunghi e le terapie di sostegno all’apprendimento risultano ancora di difficile approccio, lasciando spesso i genitori brancolare nel buio più totale.

I bambini dislessici non hanno deficit cognitivi nè sono meno intelligenti dei loro coetanei o tantomeno sono pigri o incapaci, semplicemente hanno un modo diverso di apprendere le modalità di fare calcolo, di leggere o scrivere, non automatica come chi non presenta il disturbo.
La Dislessia evolutiva che insieme alla Disgrafia, Discalculia ed alla Disortografia rientra tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ha una confermata origine genetica ed è un disturbo neurobiologico determinato da un insieme di fattori genetici che si ripercuote sulla vita del bambino e di cui si ha contezza solo quando si mette l’alunno nella condizione di confrontarsi con l’apprendimento scolastico vero e proprio, ma alcuni campanelli d’allarme dovrebbero scattare già se si rilevano ritardi o disturbi del linguaggio in età prescolare.

Ciò che emerge dagli studi fatti è che le aree interessate sono quelle deputate agli automatismi nella lettura, pertanto al cervello, attraverso la terapia riabilitativa, va insegnato ad acquisire nuove abilità che metterà in atto proprio in funzione dell’apprendimento (nel caso specifico della dislessia) della lettura.
La diagnosi non è facile né immediata e prevede un lavoro d’equipe che comprende il neuropsichiatra infantile, lo psicologo ed il logopedista, solo attraverso una serie di test specifici si può giungere a capire se realmente è presente il disturbo o le cause vanno imputate ad altro, che sia la sfera affettiva o quella fisica e solo dal 2006 ci si è accordati sulle linee guida da seguire per diagnosticare un DSA.

Nonostante i notevoli sforzi che vengono fatti in Italia, rimaniamo uno degli ultimi paesi nel trattamento dei DSA, nell’accoglienza e nella scolarizzazione di bambini affetti da disturbo specifico dell’apprendimento. La formazione degli insegnanti, purtroppo, procede a rilento e non sempre è funzionale anche perché le classi vengono sempre più “riempite” di alunni senza tener conto le specificità delle modalità di apprendimento che caratterizzano ognuno dei bambini in età scolare.

L’utilizzo di ausili didattici (sintetizzatore vocale, audiolibri, calcolatrice), ma anche l’esenzione dell’apprendimento di una lingua straniera in forma scritta o tempi più lunghi per l’esecuzione di compiti scritti quando questi non possano essere preferiti a colloqui solo orali, nonché l’attenzione sempre maggiore verso una modalità di apprendimento diversa tesa alla consapevolezza che i tempi di apprendimento sono diversi nel caso di DSA, può favorire la permanenza di questi bambini nel circuito scolastico facilitando e favorendo il raggiungimento degli obiettivi non solo nell’apprendimento delle nozioni scolastiche ma anche come trampolino di lancio per vivere una vita normale. Infatti non bisogna dimenticare che per un dislessico può essere quasi impossibile prendere la patente o partecipare ad un concorso pubblico generando in lui una sorta di abbandono e di incapacità di mettersi in gioco, fare progetti di vita, porsi e raggiungere obiettivi.

Dalla dislessia non si guarisce mai completamente, ma se trattato in tempo e con le adeguate modalità di sostegno e riabilitazione il disturbo può essere compensato, soprattutto attraverso lo sviluppo di strategie di apprendimento e di lettura che permettono di superare i limiti determinati da esso. Infatti in circa l’1% dei casi il disturbo si riduce al massimo, dando l’impressione che non sia presente, mentre in altri casi il bambino mette in atto tecniche di compensazione che lo aiutano a vivere più o meno tranquillamente le sfide che la vita gli porrà ed a raggiungere gli obiettivi con modi e tempi propri.


E' fondamentale quindi che genitori ed insegnanti riescano riconoscere tempestivamente il problema così da poter aiutare il bambino dislessico fin dai primi anni della scuola elementare, anche per evitare che egli sviluppi sentimenti di scarsa autostima, insicurezza, senso di colpa, timidezza e che quindi possa diventare vittima di bullismo da parte dei compagni fino ad arrivare a mettere in atto comportamenti antisociali o forme di devianza come difesa reattiva alla propria insicurezza.

 

 



Dott. Pasquale Saviano

Psicologo - Psicoterapeuta

Specialista in Psicologia Clinica e  Psicoterapia Psicanalitica

Corso Europa, 12

Frattamaggiore (NA)

Tel. 3204692910

savianopasquale@hotmail.com

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Osa sempre oltre il tuo limite

Pasquale Saviano

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Percorso relazionale culturale linguistico

9 Settembre 2017 Con tag #Novità?, #Psicologia

 

 

 

Percorso relazionale culturale linguistico
a cura dello studio E.C. Online
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 

Lo studio E.C. online che io stessa rappresento propone percorsi corsi ripetizioni collaborazioni aperti a chiunque voglia relazionarsi nella vita in gioiosa serenità, semplificando con consapevolezza le problematiche riscontrate nella quotidianità spesso amplificate da metodi sociali ben organizzati a tal punto che il barcollamento di vita sopraggiunto può cadere in patologia alché
telefonare allo studio E.C. online chiedendo una consulenza visiva gratuita è un regalo per se stessi oltre che per chi amiamo.
La Counselor è disponibile dalle 10,00/18,30 tramite cellulare e pc per un videocolloquio

 

 

Gioiosa Serenità Consapevole!

 

 

 

 

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Mappa Mentale

30 Agosto 2017 Con tag #Psicologia

 

 

 

 

 

Mappa Mentale
a cura studio E.C. online


http://www.eddacacchioni.it

 


 

Il termine stesso non lascia intendere equivoci, il ricordo di ciò che si studia lo si può ottenere con il supporto di una Mappa Mentale che ripercorre le strade del cervello nel caso specifico della capacità della mente: Pensare.

 


La tecnica è stata creata da Tony Buzan nel 1960 e vede l'utilizzo di entrambi gli emisferi cerebrali.


 

Il discorso è progettato con un disegno principale rappresentante il concetto del tema da presentare, dopodichè verranno disegnate varie diramazioni in cui verrà impressa una parola, i disegni impostati a chiusura delle diramazioni fungono da fulcro evidenziando il contesto del dialogo che poi a sua volta andrà a collegare altre diramazioni con conseguenti disegni appropriati.

La rappresentazione immaginaria è quella del neurone, cellula del cervello, le parole nelle diramazioni rappresentano l'imput degli assoni e i disegni le sinapsi ergo il rilascio ormonale.

La Mappa Mentale rievoca situazioni emozionali e fotografa ambienti, storie, persone, animali, cose.





 

Organizzazione della mappa e le sue fasi
. progettare
. pianificare
. memorizzare
. rievocare emozioni

 

 

 

 

Utilizzo
Si guarda la mappa e s'intraprende il percorso del pensiero, una storia da raccontare con il supporto di una elaborazione artistica in cui il passaggio da un discorso all'altro avviene per immagini, il pensiero del relatore è accarezzato da emozioni che portano seco ad una apertura concettuale su basi conosciute.

 

 

 

 

 

 

 

Lo pensiero è proprio atto della ragione, perché le bestie non pensano, che non l'hanno

Dante

La vera libertà mentale è la capacità di creare l’ordine dal caos.

Tony Buzan

Siamo chi sosteniamo. Mi Credo.

Hedda Cacchioni

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Piaget cosa ne pensava riguardo l'adolescenza?

30 Giugno 2017 Con tag #Psicologia

                                              

 

 

  Piaget cosa ne pensava riguardo l'adolescenza?
cura studio E.C. online 
http://www.eddacacchioni.it

 

 

 

 

L'articolo presenta gocce di adolescenza, teorie e analisi studiata dallo psicologo epistemologo Jean Piaget. In grandi linee un argomento che riguarda una fase della vita,  le peculiarità insite e acquisite.

Jean Piaget è stato insigne psicologo e epistemologo, nato nel 1896 a Noschatel e morto nel 1980 a Ginevra.
Inizialmente Piaget si è dedicato allo studio del fanciullo concentrandosi sulle tappe evolutive del bambino; dopodiché ha spostato lo sguardo sugli adolescenti. Ha potuto constatare che il percorso di vita ha determinate fasi.

 


Fasi iniziali
- stadio senso motorio

- stadio pre operatorio
- stadio delle operazioni concrete
- stadio delle operazioni formali

 

 


 

Adolescenza
Per Piaget l'inizio dell'adolescenza coincide con un modo di pensare diverso. Il pensiero non si attiene solamente ad azioni concrete, ma piuttosto si articola su concetti astratti attraverso operazioni logiche.

Molti ragazzi sono in grado di formulare delle ipotesi e verificarle, nel soggetto giovane s'intravede una forma di pensiero scientifico.

Per l'apprendimento scolastico ha molta importanza il ragionamento ipotetico-deduttivo. In questo periodo l'adolescente comincia a comprendere la storia, collocando i fenomeni storici in frequenza temporale.
Un determinato evento, piuttosto che essere visto come un passato immobile, viene inserito in un rapporto passato-presente futuro.
Le capacità cognitive sono legate alle emozioni, alle relazioni sociali, all'affetto e alle motivazioni da cui scaturiscono.

 

 

Le trasformazioni psicosessuali
L'adolescente attraversa un periodo di grandi cambiamenti psicosociali che sono:
 

  • distacco dei genitori
     
  • conquista intellettuale
     
  • relazioni con i coetanei
     
  • responsabilità verso se stesso e gli altri
     
  • riconoscere un sentimento d'amore
     

Nelle ragazze sono evidenti i cambiamenti fisici, come la crescita dei seni e la peluria.

Nel ragazzo si notano i peli sul labbro superiore e il cambiamento della voce.

 

 

Piaget e l'epistemologia genetica
Tra gli studi di Piaget hanno un interesse rilevante quelli svolti sull'epistemologia. 
Per epistologia s'intende 'saper conoscere' e con quali mezzi l'uomo 'conosce'.
Jean Piaget spiega la fase di come avviene 'la conoscenza'. La conoscenza è strutturata da due percorsi: da un lato si ha il bambino e il suo sviluppo mentale, dall'altro lo studio della conoscenza attraverso l'evoluzione storica della scienza.
L'epistemologia si avvale dell'idea che la costruzione della conoscenza è il risultato della conoscenza stessa, come dire: dalla quercia non possono nascere ciliege (citazione proverbiale). Spiega poi le qualità cognitive e come quest'ultime vengano sviluppate durante la crescita.

Per attivare la ricerca sulla conoscenza ha dato vita al Centre International d'Epistémologie Génétique nel 1955 in cui operò fino alla sua morte avvenuta nel 1980.
Alla ricerca contribuirono psicologi, matematici, cibernetici, pedagogisti, logici, fisici, linguistici e filosofi. Per conoscere meglio l'argomento, leggere il libro L'epistemologia genetica.

 

I modi di costruzione delle conoscenze con prospettiva cognitivista interazionista hanno alcune caratteriste tra queste vediamone alcune:
. dimensione biologica
. l'interazione soggetto-ambiente
. costruttivismo psicogenetico

Gli studi e le teorie sottendono un adattamento biologico << ogni condotta, che sia, che essa si riveli in un atto estrinseco all'esterno o che venga interiorizzata nel pensiero, si presenta come un adattamento, per meglio dire, un riadattamento. L'individuo non agisce che quando prova un bisogno: quando cioè, essendo momentaneamente rotto l'equilibrio fra l'ambiente e l'organismo, l'azione tende a ristabilirlo>> [Piaget 1947]
Sussiste un equilibrio tra organismo/l'ambiente e viceversa. L'assimilazione e l'accomodamento avviene tra individuo e individuo,  ambiente e oggetti. La crescita organica interagisce con dentro e intorno di sè anche la mente  oltre ai fattori ereditari ha quelli fisici e sociali contribuiscono alla loro crescita.
Si deve a Piaget lo studio del pensiero dallo stadio dell'intelligenza senso-motoria, attraverso lo stadio delle operazioni concrete, allo stadio delle operazioni formali caratterizzate da reversibilità e proprie di un pensiero ipotetico-deduttivo. Gli studi da lui condotti aprono diverse domande legate all'affettività l mondo interno ed esterno a come l'essere umano nasce povero e si arricchisce crescendo.

 


 

 

 

“Solo l'educazione è capace di salvare le nostre società da un possibile collasso, violento, oppure graduale.”

Jean Piaget

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Lowen Alexander. L'Analisi Bioenergetica

24 Giugno 2017 Con tag #Psicologia

 

 

 


Lowen Alexander. L'Analisi Bioenergetica
a cura studio E.C. online  
www.eddacacchioni.it

 


Alexander Lowen ha trovato la luce che illumina la forza vitale togliendola dall'oscurità della mente che ammala il corpo. Un cammino che porterà alla non luce alla non oscurità un continuum di qui e ora senza tempo.

 


A. Lowen è stato uno psichiatra e psicoterapeuta, nato a New York nel 1910  fu paziente dell'importante psichiatra Wilhelm Reich vissuto dal 1897 al 1957 egli stesso allievo di S. Freud.
Mentre S. Freud padre della psicoanalisi valorizzava la produzione verbale dei suoi pazienti Reich metteva in risalto l'osservazione del corpo in particolare i due punti occhi/viso ritenendo fondamentale la qualità della voce ed il linguaggio del corpo espresso nelle tensioni muscolari.
Inoltre la comparazione con S. Freud sull'inconscio-conscio suggerisce un arricchimento nell'ambito della scissione fra le parti dell'organismo umano per esempio si può avere una persona che si esprime con dolci e soavi parole ma il suo sguardo è pieno di odio. 
Reich notò lo svanire delle tensioni muscolari nel percorso terapeutico, lo psichiatra aveva trovato nel tocco manuale dei muscoli un metodo in cui il paziente, nel ricordare, provava il fluire delle emozioni, in tal senso adduceva la persona ad una completezza della sua Unità corpo/mente; una dualità riunite in Uno, la totalità. Il suo metodo portava al paziente una nuova vigoria un'attività psicofisica visibile: il colorito della pelle risultava essere più roseo, lo sguardo più luminoso, i movimenti spontanei.
Reich vide nelle persone una luce un energia che chiamò: organismica o orgone.

A. Lowen sulla base degli studi di S. Freud e Reich ampliò le proprie ricerche sul corpo introducendo alcune teorie e tecniche ed insieme a John Pierrakos diedero l'avvio all'Analisi Bioenergetica.

 

 


Gocce  di Analisi Bioenergetica
L'Analisi Bioenergetica è una disciplina consistente l'associazione corpo/mente con l'obiettivo di riportare la persona allo stato di libertà, di graziea e di bellezza; si prefigge di riportare l'equilibrio nell'organismo e proteggerlo dal dolore causa numero uno di molti fattori scatenanti le malattie.
Per Reich in primis e per Lowen fondamentale è il carattere della persona che si presenta secondo i seguenti criteri:
. orale
. masochista
. isterico
. fallico/narcisista
. passivo femminile
. schizofrenico
. schizoide


- Carattere orale  sono soggetti con scarsa energia, hanno una crescita veloce e pressione sanguigna bassa.

- Carattere masochista  la non fiducia dell'altro alimenta stress interiore, di solito queste persone si presentano con grossa massa muscolare non armoniosa.

- Carattere isterico  persona con un corpo totalmente rigido, con conseguente piccola espulsione di energia.

- Carattere fallico-narcisista esperimenta una vita sessuale aggressiva come punizione dell'attività genitale.

- Carattere passivo-femminile si ha una persona con voce dolce e corpo arrotondato, spalle e fianchi stretti 

- Carattere schizofrenico è assente il rapporto con la realtà. Mancanza di contatto col mondo e col proprio corpo.

- Carattere schizoide il senso della realtà è limitato, la sfera affettiva è compromessa dalla pochezza dell'Io.

 

 

 

 

 

Altre patologie caratteriali sono le rappresentazioni delle turbe narcisistiche ergo maggior gravità come la 'personalità bordeline', la 'personalità psicopatica' e la 'personalità paranoide'

- Personalità bordeline si presenta come persona di successo ma anche il suo contrario.
Il  Bordeline si sente impotente e onnipotente.

- Personalità psicopatica vede un soggetto che vive di disprezzo e crudeltà.

- Personalità paranoide è un megalomane che vive al centro dell'attenzione.

 

 


Secondo la teoria di Lowen la mancanza di fede toglie il senso nella vita, la motivazione. Non avere fede in se stessi non credersi non si ha forza interiore e non riesce a camminare sulle sue stesse gambe.


 

 

 

 

 

[segue: Metodo ]

 



Alexander Lowen morto nel 2008 uno dei libri che suggerisco di leggere: L'arte di vivere 

 

Finchè una persona ha una fede vigorosa e attiva, questa la manterrà in movimento verso la vita, un movimento che l'individuo depresso non è in grado di compiere

A. Lowen

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Guerra Nucleare a zone, è possibile?

18 Aprile 2017 Con tag #Psicologia

 

 

                                  

 

 

Guerra Nucleare a zone, è possibile?
a cura studio E.C. online
http://www.eddacacchioni.it

 

 


Due paesi che si fanno guerra con armi nucleari è normale in una società che si definisce civile? 

 

Cosa sono le armi nucleari in gocce
Le armi nucleari sono per distruggere la massa cioè la popolazione in genere. Potrei soffermarmi nella spiegazione della differenza tra 'fissione nucleare' e 'fusione nucleare' ergo parlare di tutte le particelle del loro movimento lento/veloce ma preferisco invece soffermarmi sul perché lo si fa ma soprattutto del perché l'essere umano lo lascia fare.


 

Da tutti i notiziari del mondo si puntualizza la guerra della Corea del Nord e degli Stati Uniti, così poi si passa al turismo, alle belle macchine, ai corpi di donne uomini su passerelle di moda di cattivo gusto. 
Soluzioni aberranti di notizie date per ridicolizzare l'essenza dell'essere umano, quell'uomo e donna che ama il Cosmo la Pace intesa come riunione di popoli e non solo come assenza di guerra. Le stesse persone che vanno allo stadio non per flagellare corpi distruggere anime ma per fare il tifo al giocatore preferito dello sport scelto, per divertirsi, per aggregarsi, per amore di se e dell'altro e per scommesse che forse si riesce a vincere. 
Persone che partecipano alla vita di tutti i giorni senza  annullare l'Altro uccidendolo deturpandolo nella sua dignità di essere umano.
Il mondo è pieno di vigliacchi di bestie, vanno segnalate e nel nostro piccolo cercare di non lasciare spazio a chi vuole la distruzione di massa: la guerra. La guerra apportatrice sempre di dolore, il classico pezzo di pane in più non darà mai soluzioni globali civili.

La guerra nucleare lascia segni indelebili su ogni cosa animale persona ergo non siate banali o meglio dire idioti pensando che dalla Corea del Nord non arrivino conseguenze nel Mondo e poi...  soprattutto chi muore oggi non sia rivendicato domani. 

Il popolo terrestre ha dimenticato che ciò che fa di noi persone non sarà mai la lotta per il potere attraverso guerre pestilenze orrore ma la Consapevolezza dell'Amore del Rispetto, della Dignità, della Lealtà, della .... Libertà.

 

Libertà di essere Persone sotto il cielo di tutti verso ogni orizzonte. 

 

 

 

Guerra Nucleare a zone, è possibile?
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Bordeline come riconoscerlo? 

17 Marzo 2017 , Scritto da Con tag #Psicologia

 

 

 

Bordeline come riconoscerlo?
a cura dello studio e.c. online 
http://www.eddacacchioni.it

 

 


L'articolo non ha alcuna presunzione psichiatrica, tuttavia può essere di supporto a chi della parola Bordeline desidera conoscere l'essenza, i tratti caratteriali dell'individuo con problemi bordeline, uscendo così dalla moda del sentito dire.
 

 

Il soggetto bordeline si caratterizza in una manifesta contraddizione relazionale coi sintomi quali Instabilità e Impulsività

Nel campo dell'Instabilità si possono evidenziare alcune caratteristiche tipiche del bordeline
a) instabilità dell'umore
b) instabilità comportamentale
3) instabilità relazionale

Per ciò che concerne lo stato comportamentale Impulsivo si hanno evidenti patologie
1) cattiva gestione dell'attività sessuale
2) spese eccessive economiche
3) l'uso di droghe


 

Il soggetto bordeline ha contrapposizioni emozionali ergo conseguente difficoltà relazionali in quanto la persona tende a manipolare gli altri per assicurarsi di non essere abbandonato. La paura di abbandono suggerisce doppie reazioni come Idealizzazione e Svalutazione dell'altro.


 


Da quanto sopra descritto se ne estrapola un individuo rancoroso, rabbioso con atti comportamentali violenti verso gli altri. Nel soggetto bordeline è quasi assente la capacità riflessiva inoltre l'incapacità di darsi un individualità propria, un identità, il soggetto  non è capace ne di scegliere ne di crearsi obiettivi. La persona bordeline che non ha potuto o voluto ricevere l'adeguata cura spesso si suicida.
Il disturbo della personalità bordeline è riscontrato negli stolker.

 

 


La causa 
Relazioni famigliari disorganizzate fin dalla nascita. Agire genitoriale incongruente con  momenti di supercontrollo e altri di trascuratezza. 

 

 


La cura
La cura prevede percorsi psichiatrici e farmacologici. Il trattamento dura più di dieci anni offre spesso risultati soddisfacenti addirittura la guarigione.

 

...

 

Se, si riconoscono nelle persone care  di cui ci  si occupa i segnali indicati nel testo, suggerisco di parlarne col medico di famiglia la quale vi saprà indicare il passo successivo.
Il medico psichiatra Francesca Erica Poli facilmente reperibile in internet.




Qual si voglia, riscontriate,  che è una momentanea sospensione decisionale, sbandamento di vita,  potete contattare lo studio e.c. online 

 

 

 

Bordeline come riconoscerlo? 
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